DAYS OF TRUTH 2007
4° Campionato Europeo di CowBoy Action Shooting.
Nell’antica Roma ai condottieri venivano erette
colonne o “stèle” che cantavano le loro vittorie in
battaglia. Questo articolo, oltre a raccontare
quanto avvenuto nel corso di alcuni giorni a Mazzano
(Brescia), vuole essere quella “colonna”, posta a
ricordo di quanti hanno messo impegno, fatica e
anche sudore per preparare al meglio tale evento.
Nessuno me ne voglia se, per pura dimenticanza, non
è stato citato.
Chi passava per la località Quaera di Mazzano
(Brescia), presso il campo di tiro del Club
Interforze, dal 19 al 26 agosto u.s., per un momento
poteva pensare di essere capitato nel bel mezzo di
una anomalia “spazio-temporale”. Si trovava
improvvisamente immerso in quell’atmosfera di metà
‘800 legata alla conquista del west, in una delle
tante “boom town” sorte improvvisamente con la
febbre dell’oro, dell’argento e per le altre mille
attività che hanno accompagnato la storia della
frontiera americana.
Tutto questo era stato creato per la settimana di
gare del Campionato Europeo di Cow Boy Action
Shooting, i famosi “Days of Truth” (i
giorni della verità) che ogni anno raggruppano i
migliori tiratori europei di tiro d’azione con le
armi del vecchio west americano, che si sfidano in
appassionanti stage di tiro, con i revolver a
singola azione, i fucili e carabine a leva e i
fucili ad anima liscia cal. 12, doppiette o a pompa.
Nel tiro western molta cura da parte dei concorrenti
viene dedicata anche all’abbigliamento,
rigorosamente fedele al personaggio e al mestiere o
professione che ognuno interpreta e in base al quale
si sceglie, molte volte, il proprio Alias o Aka.
Il colpo d’occhio, che già dall’ingresso faceva
capire quanto lavoro ed impegno erano stati dedicati
all’evento, era straordinario. La strada costellata
di bandiere, da quella Italiana ed Europea a quelle
delle altre 17 nazioni partecipanti, dava il senso
dell’importanza dell’evento. Giunti sul piano del
campo si presentava un’imponente tensostruttura;
molto più grande di quei “saloon” che immediatamente
sorgevano dove iniziava qualsiasi attività che
richiamasse pionieri, cacciatori, cercatori e
giocatori.
Tutto attorno le classiche tende bianche
ottocentesche tipo “West Virginia”, dove i molti
“vendors” esponevano i loro prodotti e merci, dalle
armi, agli abiti, agli accessori, tutti
rigorosamente facenti riferimento al periodo
storico.
Tutto questo è stato organizzato dall’Old West
Shooting Society – Sass Italia, federazione sportiva
giovane ma dinamica, che si era accollata, dopo il
campionato europeo del 2006, svolto a Phillipsburg
(Germania), l’impegno di organizzare in Italia il
Days of Truth 2007 ed
assegnato al nostro paese non senza qualche polemica
ed alcune perplessità mosse da parte di altre
nazioni.
L’OWSS-Sass Italia, nata nel 2005 e che conta oltre
300 iscritti ed è in continua crescita senza dubbio
per merito della formula, che una frase rispecchia
in modo semplice: “lo spirito del gioco”,
dove le armi, peraltro di un preciso periodo storico
(tra il 1845 e il 1897), originali o repliche,
sono viste in sola e pura occasione ludica.
L’associazione ha potuto svilupparsi e crescere per
l’aiuto indispensabile degli sponsor storici: i
“F.lli Pietta” e la “Armi Sport-Chiappa”, che hanno
contribuito a far nascere in Italia questo sport e a
far lievitare l’associazione (tra l’altro Alessandro
Pietta - Aka “Alchimista” e Rino Chiappa -
Aka “Master Rino” con lo scrivente Aka “MarTex”
ne sono anche soci fondatori). Mi sembra giusto
ricordare che gli ottimi revolver S.A. dei “F.lli
Pietta” e le armi lunghe di “Armi Sport – Chiappa”
(gli Spencer, gli Sharps e la replica del Winchester
mod. 1892) negli Stati Uniti raccolgono tantissimi
consensi fra i tiratori del circuito del Cowboy
Action Shooting, promosso dalla Single Action
Shooting Society, che vanta oltre 80mila iscritti e
oltre 600 associazioni in tutto il mondo, tra cui
anche l’OWSS; autorizzata ad utilizzare il logo e
l’indicazione di “SASS Italia” nel proprio stemma.
Alla riuscita del grande evento europeo, da tutti
gli stranieri definito “meraviglioso ed
irripetibile”, hanno contribuito anche altri
importanti sponsor: “Davide Pedersoli”, “A.
Uberti”, “Chaparral Arms”, “L.C.M.
Munizioni”, “ADC – Dallera Custom”, “Famars”,
“Emporio del West”, “Frederick Holster
Maker”, “Negrini-Plastic Cases”, “Diamant”,
“Stitra”, “Wild Hog”, “El Gaucho”,
“Air Sea Service” nonchè le riviste “Diana
Armi” e “DWJ” e la Regione Lombardia
per lo Sport.
Martedì 21 agosto, alle ore 19,00 grande cerimonia
di apertura, con la sfilata delle bandiere di tutte
le 17 nazioni europee partecipanti. Cerimonia
toccante e coinvolgente. Tutti i presenti si sono
commossi sempre più, man mano che le bandiere
sfilavano, accompagnate dal suono degli inni
nazionali, e si posizionavano al centro dell’arena
in semicerchio, con al centro il vessillo italiano,
in quanto nazione ospitante. Tutta la presentazione
è stata tradotta in 4 lingue affinché tutti
potessero sentirsi partecipi.
Memorabile la commozione di Boyd A. Davis - Aka “General
U.S. Grant”, mitico n. 2 della SASS, che ha
partecipato all’evento europeo in compagnia di una
decina di ospiti nord-americani.
Alla conclusione, con urla di giubilo e cappelli
volanti, è stato dato il via ufficiale sia ai balli
che al 4° edizione del Campionato Europeo di CowBoy
Action Shooting.
Ma veniamo alla gara. Ben 16 gli stage di tiro
realizzati sul campo di Mazzano, con bersagli
metallici (fatti realizzare appositamente dall’OWSS
a taglio laser, saldati e montati su appositi
supporti da “Master Rino” e Ivan Stellato -
Aka “Bandito”) e scenografie adeguate allo
stile “cowboy action shooting” e alle regole SASS,
con la ricostruzione di porzioni di cittadine del
west, saloon, stallaggi e corral, di un vagone
ferroviario e di una stazione e perfino di grandi
cactus tridimensionali. Tutte le scenografie sono
state realizzate da Alberto Fronti - Aka “Bill
Masterson” – che si è anche occupato
dell’installazione della grande tensostruttura e
delle attività legate al ristoro e alle necessità di
supporto tecnico-igieniche per tutti i partecipanti
all’evento - con l’aiuto di cowboy per la messa in
opera (“Alchimista”, “MarTex”, “Bandito”, Federico
Polidori – Aka “Frederick Holster Maker”,
Daniele Cocchi - Aka “Pat Mc Ryan”, Alberto
Gajo – Aka “Kid Curry”, Giovanni Cesati – Aka
“.45 Earp”, Marco Giardini – Aka “Hotspur”,
Giovanni Baldo – Aka “Sunrider” e David Di
Clavio- Aka “Little David”) e delle cowgirl
(Giada Chiappa – Aka “Virginia West”, Elena
Lorenzi – Aka “Pearl Hart”, Giacomina
Domenighini – Aka “Tomboy Jeki”, Veronica
Formica – Aka “Annie Oakley” e la
infaticabile giovanissima Roberta) per la
pittura e gli abbellimenti.
Ogni esercizio prevedeva 10 colpi di revolver
(venivano usati 2 revolver s.a. da ogni tiratore) e
altrettanti colpi di fucile e/o carabina a leva o a
pompa e da un minimo di 2 a 6 o più colpi di fucile
cal. 12. Dagli oltre 200 atleti nella gara sono
stati sparati circa 76mila colpi, ma con gli eventi
collaterali, cioè i “side match”, particolari gare
riservate ad armi lunghe e corte anche ad avancarica
o con cartucce caricate solo a polvere nera, e per
le prove delle persone che volevano fare
un’esperienza di tiro con le armi del vecchio west,
ad occhio e croce non si è lontani dall’affermare
che nel corso dell’intero evento si siano consumati
oltre 90mila colpi.
La maggioranza dei revolver in mano ai tiratori in
gara le ottime repliche della Colt SAA ‘73 di Pietta
e Uberti, ma si sono visti gareggiare anche revolver
Ruger “Vaquero” e qualche illustre originale. I
calibri più usati: a farla da padroni il classico
.45 L.C. ed il .38 Special, anche se si sono visti
calibri meno comuni, quali il 44-40 o il 32-20.
Nelle carabine a leva la parte del leone l’hanno
fatta le repliche del modelli Winchester ‘66 e ‘73
di Uberti e della Chaparral Arms nonché la replica
del Winchester mod. ‘92 della Armi Sport-Chiappa.
Visti anche parecchi Marlin ’94 e le repliche della
carabina a pompa Colt “Lightning” di Pedersoli e
Uberti. E’ da evidenziare la quasi assenza di
Winchester modello ’94, imputati di un’azione
“troppo lenta” dalla maggioranza dei tiratori di CAS.
Di variegati modelli di doppiette a cani esterni o
interni e del fucile a pompa, replica del Winchester
1897 della cinese Norinco, si sono poi avvalsi i
moderni cowboy per completare gli esercizi del DOT.
Si sono notate anche alcune repliche del fucile a
leva Winchester mod. 1887 sempre della casa cinese.
Il modello Winchester 1887 verrà riproposto e si
spera, al più presto, messo sul mercato anche dalla
Armi Sport-Chiappa. Il prototipo del fucile cal. 12
esposto nello stand di Chiappa, ha polarizzato
l’attenzione di tutti gli shooters presenti al DOT.
Match Director
della gara Thomas L. Dobert – Aka “Arizona Tom“,
un simpaticissimo americano, che vive tra la
Germania e la Croazia, che ha saputo coniugare le
esigenze del match e dei tiratori con quelle dei
familiari ed accompagnatori. “Arizona Tom”,
che è anche uno dei più attivi promotori in
Europa del CowBoy Action Shooting, è stato
coadiuvato in questo importante evento da ben 32
CAS Range Officer, appartenenti a tutte le
nazioni partecipanti più alcuni americani, che hanno
svolto il loro compito di “Posse Leader” e “Posse
Marshall” con professionalità, riscuotendo
unanimi consensi.
Senza sbavature e ineccepibile anche il lavoro del
team addetto allo “scoring del match” e alla
segreteria di gara: Stefano Gardi – Aka “Marshal
Steven Gardiner”, Roberto Carlotti – Aka “Alameda
Slim”, Susanna Chiappa – Aka “Flying Sue”
e Moreno Zilli – Aka “Guardian Angel” ben
supportato dalla sua “Cicci”. -.
I cinque giorni principali dell’evento, da martedì
21 a sabato 25, erano stati organizzati per
permettere a tutti i tiratori, familiari compresi,
di godere appieno del soggiorno nel nostro paese,
approfittando delle vicine località turistiche del
lago di Garda. Ogni mattina, il Main Match iniziava
alle ore 9,00. Le sedici squadre o “posses”,
composte da altrettanti membri, seguivano un piano
di tiro ben preciso. 60 minuti a gruppo per
completare ogni esercizio: 4 esercizi al giorno
ognuno. Alle 13,00 si iniziavano a vedere i primi
visi stanchi che si dirigevano presso la zona
ristoro, dove li accoglievano gli addetti alle
cucine, diretti dall’impareggiabile Maurizio
MARINONI, coadiuvato dalla moglie Aurora
con l’aiuto di Lucia Camerlengo – Aka
“She The Oversize”, che hanno sfornato per tutto
il tempo piatti molto prelibati.
Il pomeriggio era riservato ai “Side Match” ed ai
numerosi curiosi, con possibilità di provare le armi
dei vari espositori e tecniche di tiro.
Dopo le 18 di ogni giorno, entrato in vigore il “No
Guns in Town” cioè l’obbligo di riporre le armi
nelle loro custodie,
nel grande tendone, che si trasformava, come per
magia, in un grande “saloon”, si radunavano tutti
gli ospiti, per trascorre allegre serate a mangiare,
a chiacchierare e a bere in compagnia, come attorno
ai fuochi dei bivacchi nel vecchio west.
L’associazione CMDJ ha allietato con musica country
tutte le serate e Anchise Bolchi e il gruppo
Redwoods hanno proposto ritmi e note che hanno
estasiato tutti.
Ottima musica, buon cibo, ottimo vino italiano e
molta, molta buona birra, la ricetta che ha fatto
divertire tutti coloro che hanno partecipato o fatto
visita al luogo dove si svolgeva il DOT 2007.
Sabato 25 agosto, alle ore 18,30 indimenticabile
cerimonia di chiusura con le premiazioni dei
vincitori di ogni categoria.
Una gara nella gara è stata il “Costume contest”:
una sfilata di bellissimi costumi d’epoca, sia
singoli che in coppia, dove i più significativi sono
stati premiati con targhe e gagliardetti.
Il D.O.T. 2007 si è concluso con l’uscita
della bandiera italiana, fra un continuo scrosciare
di applausi, segno tangibile dell’ottimo lavoro
svolto da tutta l’Old West Shooting Society- SASS
Italia e innegabile merito al “made in Italy”;
al momento del commiato dei tanti nuovi amici
europei, si sono visti numerosi visi commossi che
andandosene hanno espresso il forte desiderio di
ripetere in Italia questa esperienza.