| Colt 1873 Single Action Army model |
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| di Guardian Angel |
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| Nota: cliccate sulle immagini bordate in giallo per ingrandirle |
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Ci si sono messi in tanti, sono stati versati fiumi di inchiostro ma
forse non tutto è stato ancora detto su questo revolver che da sempre rappresenta nell'immaginario
collettivo il vecchio WEST.
Non ho la pretesa di aggiungere qualcosa di nuovo a questo argomento
né tanto meno di svelare chissà quali segreti; mi prefiggo solo di fare un riassunto,
per quanto dettagliato, di tutta la letteratura, libri e articoli, che su quest'arma si è
sviluppata.
Ma andiamo per ordine. |
| William Mason era stato dipendente della Remington Arms Co. durante il periodo precedente la guerra
Civile Americana (1862-1865) dopodiché assunto come sovrintendente alla Colt aveva cominciato,
insieme a C.B. Richards, gli studi sulle conversioni a cartuccia metallica delle Navy e Army fino ad
allora prodotte che già avevano subito le prime modifiche ad opera di Alexander Thuer per poter
utilizzare le cariche preconfezionate in carta inserite comunque dalla parte della volata del tamburo. |
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Le Richards e Richards-Mason conversions sono sicuramente fra le più ostiche dal punto di vista
collezionistico vista la difficoltà di poter fare una classificazione certa dato che fra il 1868
e il 1878 ne fu approntata una miriade di varianti dovuta al fatto che per assemblare questi revolver fu
usato un mix di componenti di diversi modelli fino al totale esaurimento dei fondi di magazzino.
Nel 1872 il sunto delle esperienze maturate con le conversions prende corpo nella Open Top 44 il
cui progetto è appunto firmato da William Mason almeno da quanto si evince dai documenti di brevetto.
Presentata all'esercito per i test la Open Top viene scartata a favore di un revolver Smith&Wesson ma
alla Colt non si preoccupano più di tanto e pochi mesi dopo viene presentato per i test un nuovo
revolver che sarà chiamato Single Action Army.
Questo revolver unisce la meccanica semplice delle Colt fino ad allora prodotte, rimasta praticamente
immutata fin dai tempi della Walker, con un nuovo telaio chiuso con canna avvitata. Semplice, solido e
leggero questo revolver cattura immediatamente il consenso del vertici dell'US Army e nel 1873 viene
adottato come arma d'ordinanza.
Nelle sue conclusioni il capitano John R. Edie, incaricato della valutazione, scrive: "Non ho esitazione
a dichiarare il revolver Colt superiore in parecchi aspetti e sicuramente più adatto alle necessità
dell'esercito che lo Smith & Wesson".
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Contemporaneamente anche il governo Prussiano aveva testato la SAA con ottimi risultati presso l'Arsenale
di Spandau ma inspiegabilmente, o forse per ragioni di campanile, non lo adottò mai come arma d'ordinanza
né mai alcun governo europeo lo fece.
La US Army invece nel periodo fra il 1873 e il 1891 ne acquistò oltre 37.000 mentre il concessionario
Colt B. Kittredge & Co. traendo spunto dal successo del revolver presso la US Army incominciava una campagna
pubblicitaria che sarebbe |
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sfociata in capo a pochi anni in un successo commerciale che ha fatto
della mitica Colt 45 la leggenda della conquista del west.
La popolarità che quest'arma si guadagnò nel selvaggio West diede luogo a una serie di soprannomi con
cui venne e viene identificata tutt'ora.
Il più comune è sicuramente Peacemaker, nome che fu inizialmente
applicato anche
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a Samuel Colt, ma anche Hog-Leg, Equalizer, Six-shooter,
Thumb-Buster, Plowhandle e Frontier fanno parte del mito generato dalla fantasia
popolare.
I collezionisti ci hanno messo del loro con una serie di denominazioni come U.S. Martial,
Buntline, Long Flute, Rimfire e Sheriff's o Storekeeper's.
Solo pochi di questi comunque furono presi dalla Colt come denominazioni commerciali dell'arma:
Peacemaker, Bisley e Frontier Six-Shooter (che solitamente era abbinato alle versioni in cal 44.40).
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Fare una catalogazione di tutte le varianti è quasi impossibile ma un riassunto di massima
potrebbe essere il seguente:
- Produzione: dal 1873 al 1940 e dal 1956 a oggi
- Calibri: dal .22 al .476 Eley ce ne sono almeno 30 diversi registrati
- Canne: da 4-3/4" a 16-1/8" con eiettore e da 2" a 7-1/2" senza
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- Matricole: da 1 a 357859 periodo pre-bellico e da 1 SA in avanti post-bellico
- Marchi su canne e bascule: vari, ma di solito ci sono Colt con indirizzo e calibro e le date di
brevetto 19 settembre 1871, 2 luglio 1872 e 19 gennaio 1875
- Bascule: poche flattop, la quasi totalità era standard con top scanalato
- Finitura: standard con combinazioni di brunitura e tartarugatura
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- Incisioni: la più ampia varietà di coperture e stili
Fra i calibri più diffusi oltre al .45 Colt ricordiamo il 32-20, il 38-40 e il 44-40 che
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solitamente si accompagnavano a quelli più diffusi del
Winchester 1873 con cui il revolver faceva coppia.
Una serie che per la maggior parte fu venduta in Messico fu approntata anche per cartucce a percussione
anulare quasi tutte in 44 Henry.
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| Chi comprava una SAA aveva le idee ben chiare nel vecchio West e non era
raro che giungessero alla Colt lettere come quella con cui Bat Masterson ordinò una delle otto
SAA da lui possedute e usate fra il 1879 e il 1885: lui preferiva le 4-3/4", nichelate in cal .45.
Era disposto a pagare un extra per lavori extra come "un grilletto così leggero da poter
scattare con la pressione di un capello", mirino più alto e fino dello standard e guancine
zigrinate in gutta percha da assemblare e spedire il più presto possibile.
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Tanto per citare alcuni personaggi che preferivano la SAA possiamo
elencare: Buffalo Bill Cody, Teddy Roosvelt, J.W. Hardin, Roy Bean, Pawnee Bill Lilly, Jack Crawford,
Wild Bill Hickok, Billy the Kid, Sam Bass, i fratelli James, gli Younger, i Dalton, numerosi Texas
rangers per non parlare di George S. Patton!
Come funziona la SAA è presto detto.
Il funzionamento in singola azione prevede che si armi il cane manualmente prima di ogni colpo.
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Il cane della SAA ha tre posizioni o monte : 1° monta sicura,
2° monta (o mezza monta) carico e scarico e 3° monta fuoco.
In mezza monta si apre lo sportellino laterale e si inseriscono una alla volta le cartucce facendo
ruotare con le dita il tamburo liberato dal nottolino di fermo inferiore ponendo in mezza monta il cane.
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Si arma infine il cane fino alla posizione di fuoco e si spara.
Gli organi di mira sono composti dal grande mirino a forma di pinna sulla volata e da una fresatura
(a "V" nei primi modelli e a sezione quadra nei successivi) realizzata sull'estremità posteriore
della bascula.
Per scaricare i bossoli esausti si riporta il cane in mezza monta, si apre lo sportellino e alzando la
volata si porta ciascuna camera del tamburo in corrispondenza dell'apertura e per gravità i bossoli
fuoriescono.
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In caso di bossoli deformati che si incastrano nelle camere si procede
spingendoli fuori utilizzando l'eiettore.
Nei modelli senza eiettori, i famosi Sheriff's o Storekeeper's, si può usare
il perno del tamburo sfilandolo dopo aver rimosso la vite di fermo o premuto il pistoncino di ritenuta a
seconda che si abbia un revolver con bascula di prima o seconda generazione.
Sfilando il perno si può rimuovere anche il tamburo facilitandone le operazioni di pulizia e
manutenzione.
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Dall'esploso si possono vedere i vari componenti della SAA che rivela anche la sua geniale semplicità
costruttiva.
L'impugnatura, almeno nei primi esemplari, era costituita da un unico pezzo di selezionato legno di
noce finito a olio assemblato tramite la fascetta. Successivamente fu disponibile anche in gomma, avorio e
altri materiali realizzato in due pezzi separati (guancine) tenuti insieme da una vite passante.
Unica variante del periodo pre-bellico fu la Flattop Target Model. Costruita in 925 esemplari fra il
1888 e il 1890 aveva la parte superiore della bascula piatta dove era installata una tacca di mira
regolabile in deriva inserita a coda di rondine;
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| regolabile in altezza era il mirino e veniva fornita sia
completamente brunita che con
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bascula tartarugata e, a richiesta con l'impugnatura maggiorata. Destinata
per lo più al mercato britannico recava tutti i punzoni richiesti, era solitamente camerata nei
calibri tipici inglesi come il .450Boxer ed era destinata a competizioni per lo più indoor.
Curioso anche il range di lunghezze di canna richieste oltre alle standard: non è raro infatti
trovarne con canna da 5" o 6".
Resa obsoleta dall'avvento del modello Bisley la Flattop conobbe una nuova giovinezza nel 1961 quando
apparve sul mercato la SA New Frontier di cui un bellissimo esemplare inciso fu donato
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| nel 1963 all'allora presidente John F. Kennedy.
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La Bisley fu il risultato della crescente richiesta di armi preparate per le competizioni e prende
il nome dalla località inglese dove ogni anno si tenevano le maggiori gare di tiro. Prodotta fra
il 1894 e il 1915 fu costruita in 45326 esemplari di cui 976 presentavano la
bascula Flattop, era
camerata in 18 calibri diversi fra il .32 e il .455Eley; rarissimi esemplari in calibri strani come il
.44Smoothbore e il .45Smoothbore. Presenti anche versioni Sheriff's cioè senza eiettore.
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Fra le versioni speciali della 1873 SAA sicuramente la più celebre è la Buntline Special
che la leggenda vuole fosse stata prodotta in 5 esemplari che poi Edward C.Z. Judson, meglio conosciuto
con lo pseudonimo di Ned Buntline con cui firmava i suoi romanzi sulla Frontiera e le sceneggiature degli
spettacoli del Wild West Show di Buffalo Bill, donò ai cinque piu famosi uomini di legge del West.
Non esistono prove storiche al riguardo né i documenti di produzione della Colt Co. sono di alcun
aiuto tuttavia sull'interesse creato attorno alla "Buntline", in alcuni show televisivi, tra la fine degli
anni '50 e i primi anni '60 la Colt cominciò ad offrire una variante della SAA con canna da 12".
Come ogni fenomeno commerciale anche la SAA deve prima o poi fare i conti con produttori, non solo
stranieri, che la copiano in maniera più o meno spudorata sottraendole fette di mercato e
costringendo la Colt Co. a rivedere i metodi produttivi principalmente nell'intento di contenere i costi.
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Tra la fine degli anni'70 e la metà degli anni '90 la Colt Co. cominciò ad assemblare le SAA ed anche
altri modelli precedenti con parti provenienti dall'Europa allo scopo di offrire un prodotto a basso costo a
coloro che volevano cimentarsi nel Cowboy Action Shooting una specialità che richiedeva espressamente
l'uso di armi concepite e prodotte nel 19° secolo.
Si viene a creare così un indotto fra gli armaioli soprattutto italiani che sfocerà presto
nel fenomeno delle "repliche": delle SAA totalmente costruite in Italia che per qualità e prezzo si
pongono direttamente in concorrenza con quelle prodotte dalla Colt stessa.
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La SAA comunque è ormai entrata nel mito e oltre alle repliche si possono trovare sul mercato numerosi
revolver ad essa ispirati che ne perpetuano la ineguagliabile eleganza introducendo innovazioni a livello
meccanico che il più delle volte lasciano il tempo che trovano.
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