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by Tomboy Jeky
Prefazione:
questo racconto è la mia visione personale del nostro
viaggio negli USA con la squadra che rappresenta l' Italia
all' End of Trail nel New Mexico. Ci saranno errori,
dimenticanze e forse qualcuno si offenderà per alcune
cose che dirò, ma quello che scrivo è solo la mia
verità, l' EoT visto dai miei occhi e dalle mie
sensazioni, giuste o sbagliate che siano.
Buona
lettura amici.
Mercoledì
13 giugno 2007
Alchimista,
che si trova già negli States, ci avvisa che a causa di
problemi di posti sul volo dobbiamo essere al check-in
alle 7. Dobbiamo partire di casa prima
dell' alba, maledetto alchemico...
Giovedì
14 giugno 2007
Ci
incontriamo casualmente fuori dall'aeroporto. Martex e
Virginia West sono già lì ad attenderci con i nostri
gilet personalizzati, Che emozione ed onore leggere il
proprio nome vicino alla scritta Italy.
Alle
11.00 ora locale ci imbarcano: si parte per l' avventura.
Il volo
è tranquillo e alle 15.30 ora locale, tocchiamo il suolo
Americano ad Atlanta...
( AMERICA ) Finalmente possiamo
camminare, ho avuto la sensazione di mettere radici in
quel sedile! Passiamo tutti i controlli, tranne JD, che
deve far controllare le armi. Alcuni si fermano ad
aspettarlo, noi invece arriviamo al gate designato per la
partenza e ci concediamo i bisogni più impellenti: bagno,
sigaretta per chi fuma, e mega hamburger per me...ero in
crisi d'astinenza.
Dingus
invece opta per il sushi (?!?) e non vi dico la sua faccia
quando arriva alla salsa wasabi.
Il
resto del gruppo ci raggiunge e anche loro fanno in tempo
a rifocillarsi.
"
Ma perchè il numero del mio volo è diverso dal
vostro?" Hermann ha un problema con il biglietto, ma
la nostra Virginia riesce a risolverlo appena in tempo. Il
portellone si chiude proprio dietro di loro e l' aereo si
mette in coda sulla pista di decollo.
Sono le
19.05 ora locale e il capitano annuncia un' ora di
ritardo. Bhé, poco male, io sono seduta di fianco a
Virginia e il signore vicino a noi si deve sorbire 4 ore
ininterrotte di chiacchiere.
Arriviamo
finalmente ad Albuquerque alle 23.00 ora locale, otto ore
di fuso in anticipo rispetto all' Italia.
Alchimista
ci sta aspettando, è quasi irriconoscibile così
abbronzato, e come diavolo si è tagliato la barba?
Io,
Bandito, Hermann, Dingus e Virginia (ormai senza voce per
la maratona di parole fatta in aereo) saliamo in macchina
con Alchi, un normale monovolume tipo Voyager. A noi
sembra grande, ma quando arrivano gli altri ci ricrediamo:
hanno noleggiato un transatlantico con le ruote.
Ci
avviamo verso Moriarty, destinazione finale. Sono troppo
stanca per godermi il panorama, avrò tempo nei prossimi
giorni. Arriviamo all' holiday inn, espletiamo le
formalità e la divisione delle camere (assaggio il primo
caffè americano) e finalmente possiamo andare a dormire.
Buonanotte!
Venerdì
15 giugno 2007
Siamo
tutti svegli presto, facciamo colazione, qualche foto, e
poi si parte alla volta del tanto sognato Founder Ranch.
Stamattina mi posso riempire gli occhi di questo
paesaggio; è enorme, qualsiasi cosa è enorme (tranne il
nostro monovolume...). Il deserto che ho lasciato in
Arizona qualche mese fa lo ritrovo qui,ma ora sono con i
miei amici e tutto sembra più bello. Le case, che sono
sparse quasi a caso, sono di quelle prefabbricate. Sono
molto semplici, ma hanno grandi terreni intorno e
sinceramente, con un panorama come quello fuori dalla
finestra...
Dopo
qualche miglio abbandoniamo la strada asfaltata per uno
sterrato che sembra più una montagna russa.
Il
ranch: quello visto nei dvd e nelle foto non ci si
avvicina nemmeno, è spettacolare.
Noi,
grazie agli sponsor, mettiamo la macchina (piccola) nel
parcheggio dei semi vip, gli altri devono andare nei posti
assegnati ai tiratori.
Ci
ritroviamo allo stand Chiappa, che sarà il nostro punto
d'appoggio per tutto il resto dei giorni. Salutiamo Ron e
Peggy rappresentanti Armi Sport e andiamo al tendone
principale per le iscrizioni. E' ancora tutto in fase di
preparazione e gli stand aperti sono pochi, ma già le
teste si girano e gli occhi ci fissano, capiamo dalle
espressioni dei visi che ci vedono strani.
Ci
viene consegnato il sacchetto personale nel quale ci sono
oltre all' immancabile pubblicità anche una spilla col
nostro alias stampato, il programma degli intrattenimenti
e gli esercizi.
Presi
da una strana (per alcuni di noi, tra cui io, l' unica di
tutto l' end of trail) serietà professionale studiamo uno
per uno tutti gli esercizi, prendiamo appunti, scriviamo
traduzioni, ci diamo consigli su come sia più facile o
veloce fare questo o quello.
Nel
nostro percorso incrociamo anche gente che spara. Ci
guardano, ci leggono la schiena, ci fanno grandi saluti e
tutti ci danno il loro benvenuto con grandi sorrisi, siamo
a casa nostra.
Ci
spiegano che stanno facendo il warm up, una specie di
riscaldamento dei ferri prima del main match.
Fame.
Hot dog e chili a quello che sarà il furgone preferito
dai nostri uomini, non so perché... sarà per la bella
bionda che ci serve?
"Non
compriamo niente subito, aspettiamo di confrontare i
prezzi" le ultime parole famose: ogni cosa che
vediamo ci si attacca alle mani come se avesse la
calamita.
Verso
le quattro siamo cotti dal sole, tra l' altro noi donne,
come due lucertole, abbiamo messo più pelle possibile al
sole e ora siamo veramente cotte a puntino. La piscina
dell' albergo è proprio quello che ci vorrebbe...
Detto
fatto, non prima però di essere passati al supermarket a
fare scorta di alcolici (che al ranch sono vietati) e
schifezze varie: biscotti, carne salata ecc, ecc...
Io,
Bandito, Alchimista, Virginia e Dingus ci buttiamo,
sperando nel sollievo dell' acqua, ma ci sbagliamo, quello
dev' essere il bollitore. L' acqua ha quaranta gradi, ma
questo non ci ferma, stiamo comunque in ammollo. Dopo un pò
vediamo dalle vetrate gli altri arrivare carichi di buste
degli acquisti, anche loro non hanno resistito.
La sera
troviamo un ristorante messicano vicino all' hotel. Sia l'
esterno, con un porticato di legno pieno di nidi di
rondini che l' interno sono molto caratteristici, sembra
di stare in un film. Mandiamo ai matti la povera cameriera
che, tra l' altro è al suo primo giorno di lavoro, ma
mangiamo benissimo: bisteccona e anelli di cipolla (
potrei morirne...).
Usciamo
dal ristorante alle nove, Biagio va dormire perché vuole
girellare in giro per l' america per due o tre giorni, JD
va con lui. Noi invece, per far passare gli effetti del
fuso orario cerchiamo un po' di vita notturna, ma ci
dobbiamo accontentare di un locale triste che non ispira
tanto. Per entrare chiedono i documenti anche a Hemann,
tre uomini suonano un country vecchio e polveroso, si
possono quasi vedere le ragnatele che li uniscono ai loro
strumenti. Ordiniamo una birra e poi il conto, ma ci
arriva un' altro giro di Bud. Mertex sta per cedere e noi
che stiamo aspettando il momento buono, immortaliamo il
primo addormentato del gruppo.
Rientriamo
alle undici e, con quelli della piscina ci ritroviamo in
camera di Alchimista a vedere le foto e farci il "goccetto"
della staffa. Bandito e Dingus prolungheranno il rito fino
alle due con un intera bottiglia di whisky!
Buonanotte.
Sabato
16 giugno 2007
Siamo
sempre svegli all' alba. L' Alchimista uscendo dalla
camera inciampa sul cadavere della bottiglia di whisky
lasciato appositamente davanti alla sua porta ed esclama
:" Animali..."
Virginia
deve partecipare al corso col mitico Evil Roy quindi viene
accompagnata al Ranch con l' auto di lusso. Io e Bandito
invece accompagniamo l'alchemico ad Albuquerque. Si sente
frustrato perché ce l' ha più piccolo dell' altro
autista Bill (il mezzo di trasporto, cosa avevate capito?)
quindi ne prende un' altro che è ancora più piccolo del
precedente.
E' un
4x4 e di sicuro ci sarà più comodo nelle sterrate e nei
prati del New Mexico, ma è davvero più piccola di tutte
le altre e anche se grande per i canoni italiani, viene
subito battezzata Panda. Bandito trova anche un simpatico
giochino, aprire due portaoggetti per il solo gusto di
infastidire Mr Pieta (pronuncia all' americana). La cosa
diventerà una specie di rito che si ripeterà ogni volta
che si salirà in auto.
Torniamo
al Ranch, la nostra mascotte Virginia si sta concentrando
per seguire la lezione, quindi decidiamo di non
disturbarla e torniamo al nostro passatempo preferito...
lo Shopping!
Ad un
certo punto però il nostro subconscio (o forse il rumore)
ci spinge in una direzione... le GATLING !!!
Gli
altri del gruppo sono li, ma ci dicono che vogliono
tornare in albergo. "Non c'è problema, la aspettiamo
noi Virginia." dico io.
Ed ora
una delle sensazioni più belle mai provate, quasi se non
uguale al sesso, venti colpi con la Gatling e venti con il
Browning Maxim (credo si chiami cosi,non me ne intendo
molto) lo stesso che hanno utilizzato nel film "il
mucchio selvaggio". Che scarica di adrenalina... il
più bell' antistress mai provato. E ci danno pure il
certificato!
Alchimista
prova anche il cannoncino calibro 50mm della prima guerra.
Le operazioni di carico del colpo ci fanno sorridere non
poco. Alla faccia della Dillon: una tazza di caffè
americano all' incirca piena...
Ci
viene spiegato dal simpaticissimo signore proprietario di
quei gioielli che, essendo un cannone dell' esercito
tedesco, per usarlo si deve indossare un copricapo adatto.
Ora voi immaginatevi Alchimista, lungo com'è con quell'
elmo da colonnello (quello con la punta al centro) in
testa che lo fa sembrare ancora più ingessato.
Booooooom! L'
aria si riempie di quel suono e di una enorme nuvola
bianca. Anche questo provato!
Nel
frattempo Virginia finisce, si è voluta vestire come il
giorno prima ed ora è fosforescente: più rossa della sua
maglietta rossa. Corriamo al supermarket a comprare creme
e cremine e rientriamo.
La sera
si decide per il casinò ad Albuquerque. Giadina resta a
dormire, si è presa una bella insolazione e giustamente
ha bisogno di riposo, mica ha cazzeggiato tutto il giorno
come noi!
Le
indicazioni sono approssimative, ma lo troviamo lo stesso
abbastanza facilmente: un cubo enorme di cemento in mezzo
al deserto, orribile nel panorama. L' interno invece è
spettacolare, soffitti altissimi, grandi lampadari, luci
colorate ovunque.
Al
ristorante mangiamo benissimo, anche se il ragazzo addetto
a riempirci i bicchieri d' acqua è fin troppo zelante, più
di una volta corre il rischio che gli venga staccata una
mano! Appena finito andiamo alla sala da gioco, non ci ero
mai entrata prima, è tutto come nei film, coi tavoli
verdi, i croupier, le slot machine, tantissime slot
machine che vanno da puntate di un cent a 500$. Qualcuno
dei nostri prova la sorte, credo che Bill abbia vinto
cinque dollari, io invece preferisco girare a curiosare.
Adoro le luci e i colori, e tutta quella frenesia del
gioco che sento intorno a me mi mette un pò a disagio.
Non rimaniamo molto, la stanchezza comincia a farsi
sentire, quindi rientriamo a Moriarty sotto un cielo
illuminato da decine di lampi.
Domenica
17 giugno 2007
Il
cielo è limpidissimo oggi, la mattina accompagniamo
Virginia al corso e andiamo a recuperare le nostre armi
che sono appena arrivate. Le controlliamo, le puliamo e le
sistemiamo in una cassa nello stand Chiappa e issiamo la
bandiera italiana che svetterà per tutto l' End of Trail
sopra i teloni bianchi (si vedrà da lontano), poi
ricominciamo a spendere. Alchimista riesce anche a
prendere un vestito su misura, sembra un figurino, tale e
quale a Fabrizio Corona e Bandito porta il suo leva a
modificare un pochino, appena un pochino. La gente
comincia a riconoscerci: "buongiorno italiani"
ci salutano. Comincia anche la caccia alla bella femmina:
un gioco che consiste nel farsi fotografare con tutte le
belle ragazze incontrate... Degenererà poi nel : caccia e
basta: tutto quello che indossa un abito femminile andrà
bene.
Un
cliente di Alchi, un ingegniere con una faccia simpatica ci
incontra, parlano un po' e poi ci chiede di seguirlo. Ale
ci spiega che il signore in questione ha modificato da
solo un' avancarica in retrocarica e vuole farcela
provare.
Sulla
linea di tiro assegnata alle prove, troviamo un
personaggio che già conoscevamo di fama, ma che da oggi
diventerà il nostro idolo indiscusso (abbiamo fondato il
fans club) Lassiter!
Proviamo
l' arma in questione e poi chiediamo al campione di
gunfighter di darci una dimostrazione. Armati di ben due
telecamere filmiamo l' evento e restiamo con la bocca
aperta. Nei filmati sembra veloce, ma dal vivo...(
qualcuno insinuerà "si, ma è lento!")
Salutiamo
"gli amici" ed aspettiamo la studentessa
migliore del corso, anche Evil Roy le ha fatto i
complimenti; abbiamo una sorpresa per lei.
Quando
ci raggiunge, ormai stremata dai 1200 colpi sparati in due
giorni la conduciamo alle Gatling e senza essersi accordati
prima (questo mi è piaciuto molto) Bandito e Alchimista
le regalano 20 colpi con la Gatling e venti con la
mitraglietta.
Il bel
sorriso di Virginia si riaccende, uno sfogo le ci voleva,
ma ora è in ritardo con lo shopping, bisogna recuperare:
bustino nuovo, mutandoni, camicie, gonne; ci abbiamo messo
molto impegno nell' aiutarla, ma sta recuperando bene.
La sera
noi soliti e Tuco, che vuole provare l' ebbrezza della
panda, andiamo al Pizza Hut. Non si può dire di essere
stati negli USA se non si fa il giro delle catene di fast
food più famose! E poi a me la pizza li piace, anche se i
due svegli dietro il bancone ce le fanno sospirare non
poco, e non vi dico la loro faccia quando Virginia chiede
venticinque pani all' aglio. Gli altri sono già rientrati
quando arriviamo noi in albergo.
Buonanotte.
Lunedì
18 giugno 2007
Giornata
quasi libera oggi. Tutti insieme andiamo ad Albuquerque c'è
il museo di Jessy James e vorremmo visitarlo, ma è chiuso
il lunedì, deviamo quindi per la città vecchia, la
"old town". Un quartiere che ha mantenuto le
caratteristiche del vecchio stile messicano, coi portici,
i peperoncini appesi; c'è addirittura un negozio di
articoli di Natale. Noi ci sentiamo a nostro agio,
Alchimista e Tuco (che ormai si è trasferito stabilmente
sulla panda) invece hanno un pò di difficoltà, devono
abbassarsi ad ogni porta o lampadario incontrato. Anche li
riusciamo a spendere un po', Virginia riesce finalmente a
trovare gli stivali e continua il toto bellezze. Nel
pomeriggio dovrebbero arrivare le munizioni, quindi è
meglio andare al campo a controllare, l' altra macchina
decide di restare ancora un pò: sempre nessun problema:
"andiamo noi", passeremmo la vita al ranch.
"Fermati Ale!" grida Virginia: se c'era qualcuno
dietro ci tamponava. Come S. Paolo fulminato sulla via di
Damasco la nostra cucciola resta fulminata sulla via di
Albuquerque: Starbucks, è da quando siamo arrivati che
agognava quel Frappuccino e come se lo gode!
Per un
tratto guida Bandito. Ci fermiamo all' entrata per qualche
fotografia, gli uomini scendono e noi decidiamo di fare un
dispetto all' Alchimista seduto dietro. Per farlo però
abbiamo bisogno dell' aiuto di Tuco, Virginia comincia a
chiamarlo, ma lui, che ancora non è entrato nell' ottica
del nostro EoT (ma ci arriverà) non capisce.
Pio............. Pio....... Pio... Pio. Pio Pio Pio Pio
PioPioPioPioPioPioPioPioPio! Lo scherzo sfuma, ma ormai
non importa più, frà l' ilarità generale quello è il
momento in cui anche Tuco entra ufficialmente a far parte
di quelli della Panda.
Appena
arriviamo Bandito va a riprendere il leva, non sta più
nella pelle e quando anche il signore che glielo ha
modificato gli dice che deve provarlo è fatta. Torniamo
da Lassiter che molto volentieri ci fa sparare e comincia
a darci dei consigli sulle tecniche di tiro col fucile,
poi ci chiede di accompagnarlo al suo Van. Apre il
portellone, in cui c'e più o meno una mezza armeria (ha
portato circa ottomila colpi!) e fa la treccia alla leva
del nostro fucile con una tecnica che non sembra essere
facile. Che onore! E' un personaggio splendido, molto
umile e disponibile e sembra che gli siamo simpatici. Ci
mostra anche come caricare le cartucce del 12 e come
"trattarle" per non farle scivolare. Siamo tutti
molto entusiasti di aver fatto la sua conoscenza e di aver
imparato quelle cose. Non potremo metterle in pratica qui
in gara, ma con un pò di allenamento le impareremo anche
noi. Anche se credo sarà difficile arrivare ai suoi
livelli: 400 colpi al giorno, senza contare il 12...
Impossibile in Italia.
Chiacchieriamo
ancora un po' e poi lo lasciamo, comincia ad essere tardi
e abbiamo una missione stasera!
Compriamo
un pezzo di pelle e delle stringhe da uno che si chiama
Rabbit. Gira sempre a dorso nudo ed è bravissimo di
giocare con due bastoni. Anche lui ci considera amici e ci
da grandi saluti e sorrisi ogni volta che ci vede.
Prendiamo
i nostri fucili e due scatole di cartucce e torniamo in
albergo non prima di aver fotografato i bisonti che si
avvicinano al ranch per bere. Il maschio è enorme, sarà
alto almeno due metri e mezzo. Dietro di lui arriva un
maschio più giovane e poi le femmine coi piccoli. E' la
prima volta che li vedo, sono bellissimi.
"Che
fate voi per cena?" "Maaa, noi restiamo
qui" "Tuco
tu che fai?" "Maaa,
non ho fame, resto anch' io."
Tutto
è pronto, io e Tuco andiamo a prendere le pizze (al
ritorno guido io!) e gli altri preparano l' attrezzatura.
I compiti sono cosi distribuiti; TJ e Virginia passano le
cartucce del 12 con la carta vetrata gentilmente offerta
da Mr Lassiter per aumentare il grip, Alchimista spessora
il calcio per renderlo piatto, Bandito si occupa delle
trecce (ha imparato al volo come si fanno, è bravissimo
in queste cose) e Tuco taglia la pelle per ricoprire i
calci e renderli meno scivolosi. E' un duro lavoro, ma tra
una fetta di pizza, una bottiglia di birra e due
stupidaggini la serata passa benissimo. Abbiamo anche
trovato la colonna sonora
" Low
Rider" (quella che da la carica a Nicosas Cage nel
film "Fuori in 60 secondi"). Cerchiamo di non
fare tanto tardi, domani abbiamo il battesimo del fuoco,
ci sono gli shoot-off, finalmente si spara!
Martedì
19 giugno 2007
Tutti
pronti, si parte. Siamo tutti agitati, oggi finalmente
avremo un confronto, anche se in allenamento degli
americani. Noleggiamo i gun-cart, ne basta uno ogni due e
io e Bandito lo dividiamo con Virginia Dobbiamo
partecipare all' incontro sulla sicurezza. C'e tantissima
gente, tutti vestiti
e agghindati con cinturoni e cartuccere. Vediamo gun-cart
stranissimi con forme strane ed originali. Faccio fatica a
capire cosa dice lo speaker, ma più o meno dice quello
che già conosciamo: le regole di sicurezza scritte nel
regolamento (170°, maneggio, tavoli carico e scarico,
estrazione ecc...)
Partiamo
per il nostro primo stage: il numero sei. Il nervosismo
tra noi è alto, anche troppo e la cosa disturba un pò
tutti. Gli attriti avuti con altri componenti del gruppo
negli ultimi giorni si fanno sentire, come nodi che
arrivano al pettine. Non è un' atmosfera bellissima, ma
ci serve da lezione per i prossimi giorni. Comunque sia si
spara! Sei esercizi con delle variazioni su quelli
originali. Cerchiamo di concentrarci sulle procedure, ma
la smania di correre ci fa fare miss, non importa, va
benissimo anche cosi. Avevamo bisogno di sparare, stavamo
andando in crisi d' astinenza.
L'
organizzazione è perfetta e collaudatissima, tutti i
componenti della posse lavorano e gli esercizi finiscono
velocemente. Per fortuna abbiamo fatto il corso di RO in
Italia, altrimenti saremmo stati inghiottiti dagli
ingranaggi di una macchina perfetta!
Appena
finito, stanchissimi più per lo stress che per la fatica,
parcheggiamo armi e bagagli
e ripartiamo per gli stand. Mentre Dingus è
indeciso su quale cappello prendere Virginia trova il
tempo per farsi fare la piega al suo, ne aveva proprio
bisogno. Tra poco, nel pomeriggio ci sarà una cerimonia
di accoglienza per le delegazioni straniere al saloon,
siamo sporchi e zozzi, ma non c'è tempo per tornare in
albergo, quindi ci tocca presenziare cosi conciati:
pazienza, tanto siamo belli anche così.
Ci sono i
numeri più bassi della SASS 1, 2 ,4 ecc... Sono ormai
tutti sulla via dell' anzianità, ma sono tutti dei
bellissimi personaggi e le mogli sono ancora più
simpatiche.
Oltre a
noi ci sono anche i neo zelandesi, riconoscibilissimi per
essere tutti rossi di capelli.
C'e un
rinfresco in nostro onore: spiedini di frutta, tartine e
salse più o meno piccanti tutte fatte in casa e
finalmente: BIRRA!. Niente male davvero sti americani.
Stiamo un
po' e poi andiamo nel tendone grande a vedere i corsi di
ballo "dai che partecipiamo anche noi!"
Troppo tardi, hanno già finito, peccato questa ce
la siamo persa. Ma tra poco fanno il karaoke, quello non
ci scappa. Gli altri se ne vanno ma noi imperterriti non
molliamo... Io, Bandito, Alchimista, Virginia, Tuco e
Dingus siamo quasi in prima fila, riesco a convincere la
mia amica a cantare qualcosa, ma non ci troviamo d'
accordo su nessuna canzone, troppo il divario
generazionale. Alla fine troviamo qualcosa, prima canto io
"Imagine" non c' azzecca molto, ma è l' unica
che mi viene in quel momento (e poi è la più bella
canzone del millennio passato, vuoi mettere cantarla
davanti agli americani?)
Convinco
Giada a rinunciare: ho cantato davanti a tante persone ma
qui devo dire fa un certo effetto anche a me. Anche il
fatto che i miei amici mi stanno ascoltando contribuisce a
farmi venire le farfalle allo stomaco.
Abbiamo
fame, e decidiamo di fermarci da Aarbys (credo si scriva
così) che sta proprio dietro l' albergo. Prendiamo dei
menù con la bibita già compresa, Dingus non la vuole,
così proviamo la famosa dottor Pepper, è dolcissima ,
quasi nauseante, quindi resta quasi tutta. Mangiamo
avidamente i nostri fritti, avevamo fame...
"butto tutto qui?" dice dingus, "si
si, tutto qui" dico io. Ma con tutto non intendevo
che nel bidone dei rifiuti dovevi buttare anche il
vassoio... Dingus, se non ci fosse bisognerebbe
inventarlo!
Torniamo a
dormire che ormai è mezzanotte, sempre per ultimi.
Buonanotte.
Mercoledì
20 giugno 2007
Noi oggi
non abbiamo molto da fare al campo, ci sono i side match,
gare di velocità, ci ha invitato il nostro amico Lassiter
in persona ad andare a vederlo.
La sera
prima è arrivato anche Silver Jack, si è divertito tanto
ma non è riuscito ad arrivare a Tombstone, troppo
lontano.
Guardiamo
alcuni esercizi, si spara con tutto: leva, revolver, 12, e
addirittura con le derringer.
Guardiamo
per un po' questi mostri che fanno scintille quando
sparano, ma quando arriviamo all' esercizio numero uno
(quello sponsorizzato da Uberti!) la nostra attenzione
viene catturata da qualcos' altro, più avanti dopo un
terrapieno c'è il mounted. Stanno già facendo il main
match, ci incamminiamo senza neanche accorgercene e ci
sediamo sulle tribune a lato dell' arena. Che spettacolo
vedere come quei cavalieri riescono a comandare i cavalli
e al tempo stesso sparare e colpire dei palloncini grossi
come meloni, noi da fermi sbagliamo bersagli più grossi!
Ci si
avvicina una coppia, probabilmente marito e moglie, ed io
ho l' emozione di salire su un cavallo, un bellissimo
quarter nero.
Alchimista
ci deve salutare, il suo ruolo di SASS governator lo
chiama al dovere: una riunione con gli altri
rappresentanti. Ci diamo appuntamento alla panda alle 15.
30, dobbiamo andare all' aeroporto a prendere Flyng Sue.
Noi restiamo ancora un po' a vedere i cavalli poi ci
facciamo accompagnare al campo da un carro trainato da un
pick up, con noi c'è anche Biagio e accompagnatrice che
ci salutano per andare a fare lo sport in cui avremmo
stravinto: lo shopping, anche io ho il tempo per comprare
il mio vestito da sera. Arriviamo alla panda, ma la panda
non c'è, chiediamo un pò in giro e ci viene detto che la
riunione è alla "casa"; luogo proibito per noi
comuni mortali. Lo aspettiamo seduti su una panchina all'
ombra di un' albero, che relax. A distanza di pochi minuti
due cow-boy che lavorano nell' organizzazione ci si
avvicinano per chiedere se abbiamo bisogno di qualcosa,
come sono premurosi, altro che italiani.
Il nostro
rappresentane alla SASS perde la cognizione del tempo e ci
lascia li ad aspettarlo fino alle quattro: che fatica
abbiamo fatto... Corriamo
ad Albuquerque, per fortuna l' aereo è in ritardo e
arriviamo ancora in tempo. Finalmente la nostra Virginia
può riabbracciare la sua mamma (la sera prima ha fatto
sparire da camera sua tutte le cose proibite: alcool, biscotti e porcherie ipercaloriche!).
Ed ora
via, di corsa a farci belli coi nostri abiti più eleganti
per la serata di gala, stasera c'è la cerimonia d'
apertura.
Doccia,
abito, capelli, trucco... noi donne siamo pronte, e i
nostri uomini non sono da meno. Bandito, felicissimo per
aver trovato il gel per i baffi, lo utilizza per farseli
all' insù.
Torniamo
al ranch e ci uniamo a quelli che stanno ascoltando i
discorsi, non capiamo molto, ma è giusto stare qui, in
silenzio come segno di rispetto, c'è addirittura un sosia
di Billy the Kid che probabilmente sta raccontando la sua
vita. Altri dei nostri stanno fuori, sarà la mia
educazione, ma tanto valeva stare in albergo... Scusate il
mio sfogo, ma quando ci vuole ci vuole.
Un colpo
di cannone annuncia l' apertura del "wild west
jubilee", ed ora via con le danze. Sono quasi le
nove, Sue è stanca e qualcuno ha fame. Il suv se ne va e
noi (indovinate chi?) ci buttiamo nella mischia. C'è
vento e stare fuori dai tendoni è un' impresa a causa
della polvere. Una birra e un ballo, una birra e un ballo,
una foto e una birra, un ballo e una foto... Ci stiamo
divertendo tantissimo, completamente a nostro agio in
questa gabbia di matti, anche Tuco, solitamente un pò
sulle sue si lancia nelle danze e ferma le bellezze per le
foto di rito... Abbiamo creato un mostro!
Rientriamo
in albergo come sempre tardissimo... Buonanotte.
Giovedì
21
giugno 2007
Stamattina
c'è la prima sessione di gara, alle 10.30 dall' esercizio
dodici. Decidiamo di partire alle 08.00, dobbiamo
preparare tutte le armi e c'è ancora il safety meeting.
Tutti pronti e carichi ( strano, ma non sono per niente
agitata,mah!?! ) indossiamo i cinturoni e infiliamo i
revolver in fondina nello stand Chiappa, credo che Ron ci
odiasse per il casino che facevamo ogni volta, una dozzina
di italiani scalmanati che lo costringeva a mettersi in un
angolo o addirittura ad uscire. Lunedì Ale si è
addirittura permesso di sistemare da solo il leva di
Giada, non si fa in casa d' altri!
Dopo il
meeting ognuno si avvia verso il proprio stage, il turno
precedente non ha ancora finito e questo ci permette di
vedere l' esercizio. Quando se ne vanno resta solo la
posse 24, la mitica posse 24, e riusciamo quindi a vedere
in faccia i nostri compagni di viaggio. Il nostro leader
posse è Tex, il numero quattro, ha una faccia buffissima
e la sua risata sembra uscita da un cartone animato,
abbiamo avuto modo di conoscerlo nei giorni precedenti, ma
ora dovrebbe essere una cosa seria.
Quale
errore, è il più fuori di tutti, seguito a ruota da una
signora texana "Six goin south", questo ci
permette di rilassarci del tutto e di sciogliere quel pò
di tensione che ancora c' era. Il briefing viene fatto con
l' utilizzo di un cd registrato, ma nei prossimi giorni
verrà letto ancora a voce, forse il volume era troppo
basso. Io sono la prima degli italiani, che grande onore.
Al tavolo di carico ci si sta in tre, poi si va su un
tavolino con le armi cariche verso l' alto e si attende il
proprio turno: meccanismo perfetto. Faccio una miss,
peccato! Scarico le pistole e poi mi metto al lavoro con
gli altri, spotter, ripristino e tavoli di carico e
scarico, è quasi un piacere aiutare gli altri quando
tutti (o quasi) sono in armonia e si stanno divertendo.
Finito
quello passiamo all' esercizio nove. E' quello col
carrello che scorre, quando avevamo fatto il primo giro
avevamo deciso di non fare i giochini coi bonus, ora,
grazie al coinvolgimento emotivo e all' euforia li
vogliamo fare tutti, ma questo va troppo veloce e non lo
fa nessuno di noi.
Lo stage
successivo ha una lattina lanciata da un pepper che cade,
figuratevi se la prendo sarà anche un Winchester quello
che stiamo usando io Bandito e Virginia, ma è proprio un
rottame.
L' ultimo,
il numero 11 è sponsorizzato Chiappa, vuoi che vada male?
Ha ancora un bonus, io mi dimentico, ma i miei amici no,
ricaricano un colpo nel leva e lo prendono. Il guadagno
non è molto, anzi, ma così è più divertente.
Accidenti
come siamo stati veloci, in tre ore hanno fatto quattro
stage 21 persone.
Riparcheggiamo
tutto, andiamo a mangiare (io avevo già fame alle 09.00)
e ricominciamo a girellare, Sue è molto in arretrato con
gli acquisti e con le conoscenze dei nostri amici, e poi
ormai hanno aperto quasi tutti: ci sono tante cose nuove
da vedere. Alcuni sono stanchi, e tornano in albergo a
riposare, lo stress di gara può fare brutti scherzi.
Come
sempre noi (intendo i soliti) restiamo il più possibile,
rientriamo in albergo (ormai la stanza mia e di Bandito è
una specie di jungla) facciamo una doccia e optiamo per
cenare in un self service collegato al Pizza Hut. La
cameriera deve essere stata tentata di chiamare la neuro
quando ordiniamo, io prendo il "colossal burger"
un panino di almeno 30cm imbottito con almeno un kg di
carne. Alchimista solo insalate, anche se in quantità
industriale e i buoni Bandito e Dingus uova e bacon (dingus
ci beve anche il latte). E' una dura lotta la mia, ma alla
fine devo cedere, è davvero troppo, non riesco proprio a
finirlo.
Dopo cena
ci aspetta il saloon del ranch, stasera ci sono le
ballerine del can can.
Come
sempre è pieno di gente, stasera hanno anche attrezzato i
tavoli verdi per poter giocare, c'è un piano in un angolo
e una sciantosa che gira per i tavoli cantando canzoni
mielose. Se non fosse per la cerata del tendone
sembrerebbe veramente di stare nell' epoca dei pionieri
del far west. Ogni tanto l' attrice che interpreta la
"vamp" sparisce a cambiarsi d' abito e lascia il
posto a tre ballerine che ci intrattengono con balli osé;
ora vedere quei mutandoni e uno spicchio di coscia fa
sorridere, ma sicuramente all' epoca doveva essere il
massimo della trasgressione. Forse sarà l' atmosfera, ma
devo dire che in fondo sono sexy. Finito il loro numero
attacca il pianista, che riesce anche a suonare "funicùli
funicùlà" per la felicità di Biagio, devo dire che
anche lui non si tira indietro quando si tratta di far
casino. La birra è ottima, artigianale, fatta da un
contadino del posto, peccato che il nostro autista, ligio
al dovere, non possa berne molta, ma Bandito e Dingus
bevono anche la sua parte e oltre...
Rientriamo,
Buonanotte.
Venerdì
22 giugno 2007
Secondo
giorno di gara. Si comincia alle 13.30, col caldo. Lo
stage 4 non è difficile, al beep devi spingere
un povero Mr Pike Landusky (è di cartone,
tranquilli), JD lo spinge così forte che a momenti gli
rimbalza in testa, che irruenza! Per il resto è
abbastanza tranquillo. Nel successivo, il numero 1, si
parte da una locomotiva con entrambe le mani sulla corda
che suona un campanello, io ci sto per diversi secondi, è
divertente non solo per me, le risate di Tex mi fanno
capire che il nostro è lo spirito giusto. Sono comunque
concentrata, se nel maneggiare l' arma dovesse urtare il
telaio di ferro delle finestre da cui spariamo potrebbe
cadermi e allora addio gara. Fortunatamente non succede
niente, ci è stato detto che ad altri non è andata cosi
bene. L' esercizio 2 ha un bonus, se si vuole, al beep si
fa scattare una leva che attiva un pendolo, e che vuoi che
non lo facciamo? Inoltre la frase di partenza è
impronunciabile quindi io la dico a modo mio scandendo
bene ogni parola (Ai... em... e... deputi... sceriff...en...ai...hev...e...uarrant...for...ior...arrest),
credo che Tex mi adori, e chi mi ferma più ormai... Oggi
i briefing sono letti a mano dagli addetti agli stage, ce
ne sono tre in ognuno, leggono, spiegano, rispondono alle
domande e controllano che tutto vada bene, ma tutto il
resto tocca alla Posse (sempre mitica la 24).
L' ultimo
della giornata, il 3, è il più simpatico, anche se
faccio una procedura (mannaggia) Bisogna infilare una
monetona in una fessura, imbracciare il rifle e
pronunciare la frase dicendo destra o sinistra a seconda
della faccia e fare tutto l' esercizio partendo da quel
lato. Dingus ne è uscito pazzo, proprio non riusciva a
capire. Bandito, se avesse parlato inglese avrebbe
spiegato agli americani che left (sinistra) non può
essere scritto su sfondo nero e lui potrebbe essersi
offeso che right (destra) sta scritto su sfondo rosso!
Come ieri,
anche oggi siamo stati velocissimi, nonostante la nostra
posse sia l' unica che deve fare i briefing in due lingue:
inglese e in italiano per gentile traduzione di Mr
Alchimista.
La sera
doccia e poi decidiamo di tornare al locale del primo
giorno. Neanche chiediamo più agli altri cosa fanno,
tanto non ci dicono mai niente... La cameriera, un' altra
stavolta, ci fa accomodare in un tavolo rotondo sotto una
tromba d' aria..... ma non hanno proprio mezze misure per l'
aria condizionata!
Dopo un
momento arriva anche Jack e si siede nel tavolo vicino, ci
starebbe anche con noi, ma rischierebbe la polmonite.
Vediamo arrivare anche "quelli del suv" entrano
e si siedono, lasciando la cameriera di stucco, credo sia
una regola aspettare. Quando abbiamo finito salutiamo e
andiamo al ranch, ormai siamo di casa e il pilota della
panda si sente alla Parigi-Dakar, affronta quei saliscendi
ad una velocità tale che noi sedute dietro sbattiamo la
testa sotto il tetto, ma va benissimo così.
Stasera
c'e il contest per i costumi da saloon, ci sono belle
ragazze con le cosce fuori e corpulente signore con le
latterie (intere centrali del latte) in esposizione. Ognuna
di loro, i costumi sono uno più bello dell' altro, sale
sul palco e gioca un po' sui controsensi che le battute
del presentatore suggeriscono. Ci sono ancora le
ballerine, ogni tanto spezzano la sfilata con un can can.
Quando
queste fanno a loro volta pausa escono e alzano le gonne
per far prendere aria alla mutanda, è allora che i nostri
uomini ne approfittano per fare foto che potrebbero
comprometterli; vai Corona questo è il tuo momento...
Stasera
proviamo a tornare presto, domani dobbiamo alzarci presto.
Ci proviamo, ma la cosa non ci riesce tanto bene...
Buonanotte.
Sabato 23
giugno 2007
Alzataccia...
Dobbiamo essere pronti alle 07.30 pronti e svegli allo
stage 8. Arriviamo puntualissimi, fa ancora un po'
frescolino ma è piacevole. Nel primo esercizio si parte
guardando il pubblico e tenendo in mano pistole di
plastica che, dopo due giorni sono un pò malconce, al
beep ci si gira, si poggiano quelle e si prendono le
nostre poggiate su una botte. Quando tocca a me prendo in
giro il mio RO, Alchimista, chiedendo "sono pistole
Pietta, quasi tutti ridono. Anche qui c'è il piattello
che vola, il pompa si inceppa (preludio di un disastro) e
addio buon risultato.
Lo stage 5
miete molte vittime (almeno questo io l' ho fatto giusto)
quando si tratta di ribaltare un tavolo dopo aver sparato
coi revolver. Per il resto esercizio tranquillo.
Il numero
6 ha un avvoltoio appeso che si avvicina quando noi
facciamo scattare un meccanismo prendendo il nostro leva
da una rastrelliera. Non è difficile come sembra, infatti
mi riesce bene, anche se il mio rifle spara più veloce di
quanto io riesca a pensare e ogni tanto la miss
scappa.Sembra tutto normale, ma la profezia del biscotto
cinese di due sere prima si avvera: il pompa finisce di
sfasciarsi e mi lascia in compagnia di quattro miss e una
ventina di secondi persi per disincastralo. La lotta
intestina tra le donne italiane è stata ormai vinta da
Virginia, cedo le armi, non c'è più speranza di
recupero. Vabbé, mi rifarò il prossimo anno.
Alcuni dei
nostri (quelli che hanno preso la gara seriamente)
sbagliano una procedura coi revolver che a mio avviso è
facile. Secondo me hanno sbagliato l' approccio alla gara,
batterli è impossibile, quest' anno dobbiamo solo
imparare e lo possiamo fare anche ridendo.
In mezzo a
noi arriva anche un ragazzo nuovo, non so chi sia, credo
debba recuperare stages. E' strano, molto serio e
taciturno, ma, come definirebbe la mia collega di spari ed
esperta del settore: bellezze giovanili maschili, Virginia
West "niente male" Spara per ultimo e ci lascia
tutti senza fiato: non è veloce, di più...
E "dulcis
in fundo" sposorizzato dalla F.A.P. F.lli Pietta (chi
sa chi sono costoro?) l' esercizio 7. Mi dispiace
tantissimo che stia per finire, avrei continuato la gara
per altri dieci giorni!
Si parte
tenendo una pistola (sempre di plastica) nella bocca di un
povero manichino. Ci tocca usare quello lungo di Ale (lo
shotgun; sempre a pensar male voi!) Il mio RO è il
ragazzo arrivato per ultimo, evidentemente ha molta fretta
perchè non mi dà neache il tempo di dire la frase che già
mi da lo "Stand by". Come dicevo prima,
concludendo in bellezza, faccio uno stage clean... Ma
vieni!
Tex ci
chiama tutti vicino, fa i complimenti a me e Virginia per
aver sorriso per tutta la gara nonostante le varie sfighe
e poi ci firma una sua figurina: è una sua tradizione che
noi accettiamo volentieri. Il nostro presidente Martex lo
ripaga con una medaglia dell' OWSS, bravo.
"Ci
resta ancora un' esercizio" ci dice poi il nostro
Leader posse, "seguitemi". Arriviamo oltre l'
ultimo stage, c'è tanta gente. non sappiamo perché.
Bisogna fare il Team Match, l' esercizio più spettacolare
di tutti. Ci viene spiegato che tutta la posse si deve
schierare su un' unica linea e, contemporaneamente,
abbattere una serie di piccoli pepper neri. Si può
scegliere di utilizzare il leva o i revolver e se qualcosa
dovesse restare in piedi, tranne alcuni omini bianchi
seminati in mezzo agli altri, si può imbracciare lo
shotgun. Si hanno 20 secondi a disposizione e la partenza
è data da una tromba da stadio. Ricordate la frase
"al mio via scatenate l' inferno"? L'effetto è
quello. Pensate a 21 persone che sparano a qualsiasi cosa
davanti a loro, bianchi o neri che siano.
L'
esercizio più bello di tutti, che ti scarica tutto lo stress accumulato e dal quale ne esci con un sorriso che ti
attraversa tutto il viso... bisogna rifarlo agli europei.
Un
fotografo ci mette in posa per scattare la foto di posse e
poi siamo liberi. La nostra gara è ufficialmente finita.
Per fortuna abbiamo finito presto, così possiamo
prepararci per la serata, c'è il
"best dressed costume contest" e visto
che siamo qui, perchè non fare anche questo. Parcheggiamo
in fretta le armi, domani le sistemeremo, riconsegniamo i
gun-cart e corriamo ad iscriverci, siamo appena in tempo,
entriamo nell' ufficio SASS, ma c'è un problema: come in
tutti i concorsi in America non basta la bellezza, bisogna
presentarsi, parlare per almeno un minuto... E io come
faccio, il mio inglese ha seri problemi di anoressia... Ci
pensa Sue a risolverlo " Ale, tu ti prendi Jeky, così
la aiuti con la lingua! " "Avvisa Bandito prima
di dire certe cose, e inoltre la lingua so da sola dove
metterla!" e giù tutti a ridere, tranne l' impiegata
che ci guarda strano. Alle 17.00 c'è il concorso, alle
20.00 la sfilata dei costumi, ormai abbiamo deciso,
Alchimista sarà il mio accompagnatore e madre e figlia
faranno coppia. Pranziamo al supermercato, si, avete
capito bene, all' interno del supermercato e rientriamo in
albergo, è presto e abbiamo il tempo per rilassarci un
pochino. Alle quattro siamo già sul piede di guerra, coi
vestiti che, senza volerlo, hanno i colori dell' Italia,
anche Bandito e Alchimista sono tirati a lucido. Ci viene
dato un numero (noi abbiamo il 72 le nostre
"avversarie" italiane il 44), con quello ci
mettiamo in coda per aspettare il nostro turno. Si, ma
cosa gli diciamo a quelli? Ormai tocca a noi! Dobbiamo
inventarci qualcosa e alla svelta. Non so a chi sia venuta
l' idea, ma è stata quella vincente. Facendo molta fatica
per non ridere saliamo sul palco, davanti a noi la
giuria e il saloon pieno. Ale è bravissimo, da premio
oscar. "siamo fratello e sorella, arriviamo dal sud
dell' Italia; nostro Padre, Don Vito Corleone, mi ha
mandato qui per trovare un marito adatto a mia sorella e
poter allargare la famiglia" poi mi da la parola ed
io, con un accento non molto del sud, ripeto più o meno
quello che ha detto lui, a metà però mio fratello mi
ferma ed io, muta, abbasso la testa in segno di
sottomissione. Uno dei giudici fa un' offerta per la mia
mano, Alchimista rilancia e alla fine si accordano per 5
pony, foto per i posteri e finalmente si scende da quel
"patibolo". Dopo di noi tocca a Virginia e la
madre, raccontano di essere sorelle mandate a lavorare (in
fondo si avvicina molto alla verità), sono bellissime, mi
sa che anche stavolta mi batte, mannaggia...
Finiti i
doveri ci dedichiamo ai piaceri, in attesa del verdetto
finale. In un' area chiusa da cordoni i concorrenti del
Mounted festeggiano a base di margaridas; ne viene offerto
un bicchiere anche a noi e Pio (ormai è lanciatissimo)
scavalca e va a prendersene un' altro bicchiere. Anche due
ragazzi (scopriremo domani che uno è il vincitore
assoluto) un pochino alticci seguono l' esempio di Tuco e
si servono. Ormai è fatta, scavalchiamo anche noi e ci
uniamo alla festa. Alcune persone si agitano convulsamente
al ritmo di allegra musica messicana, credo stiano
ballando, ci uniamo a loro fino a quando non restiamo
senza fiato, non ci serve molto tempo, che fatica, ma che
ridere.
Dopo un po'
arrivano anche gli altri, anche loro tirati come elastici,
in tempo per vederci sfilare.
Non vi
dico le nostre facce nel sentire annunciare i nostri nomi,
al microfono. Giro d' onore e fotografie di rito con la
targa ricevuta per aver vinto il terzo premio. Io e il mio
nuovo fratellino siamo stati bravissimi, torniamo al
tavolo e mostriamo a tutti il nostro premio, se fossimo
pavoni ora avremmo la coda che gira a mulinello, siamo
gasatissimi.
La serata
continua tra le danze, il nostro Alchimista si destreggia
sia con me che con Virginia, mentre lascia a Tex l' onore
di danzare con la nostra Flyng Sue. Finito il galà ci
spostiamo al saloon dove la festa continua, musica, gente
e soprattutto alcolici (la caccia alla donna continua,
tranquilli), devo dire che sono davvero rari qui. non che
io sia alcolista, ma una birra in questo caldo deserto è
quello che ci vuole. Susanna vorrebbe andare a dormire,
domani mattina deve lavorare (in fondo è qui per questo),
Bandito e Tuco si offrono di accompagnarla, ma alcuni
clienti Chiappa stanno rientrando al nostro stesso albergo
e le danno un passaggio. Nel frattempo io, coi miei
compagni di merende Alchimista e Virginia ci lasciamo
tentare dal gioco. E' una specie di roulette, ma all'
antica. Si punta mettendo le fiches su un tavolo con le
stesse figure delle carte e il croupier girando una alla
volta le carte di un mazzo, stabilisce chi ha vinto.
Facciamo un po' di confusione perché puntiamo
contemporaneamente due o tre volte per uno, quindi
stabiliamo che, al diavolo il valore, ci dividiamo le
fiches per colore. Fortunatamente le abbiamo avute gratis
sennò avremmo perso un capitale. Alla fine perdiamo
tutto, complice anche la carogna (Bandito) che volteggia
intorno a noi portando rogna.
Usciamo a
prendere aria. Uno dei nostri amici, quello che
ironicamente chiama Bandito
"il Padrino", ha un roop, è come lo
volevo io e gli chiedo dove l' ha preso: in tanti giorni
non ho mai trovato quello che cercavo e lui cosa fa? Mi
vende il suo.Provo e riesco a prendere un bidone, e poi il
nostro amico. Non sono così schiappa infondo.
E' ormai
l' una di notte quando rientriamo, tutti dormono in
albergo, ma questo non ferma i soliti Gianni e Pinotto
(Alchimista e Bandito) dal giocare al tiro alla fune col
mio roop nel lunghissimo corridoio dell' Holiday Inn.
Scoppia un' irrefrenabile attacco di ridolite, non
riusciamo proprio a resistere, tanto che Virginia,
incastrata tra bustino, sottogonne e cerchi del suo abito
vittoriano, rischia di non arrivare in bagno in tempo...
Ha ha ha
ha... hi hi hi hi... buonanotte.
Domenica
24 giugno 2007
Oggi
ultimo giorno. Arriviamo al campo e facciamo alcune foto
alla nostra mitica Panda, come potremmo non tenerla nei
nostri ricordi, ormai fa parte integrante del gruppo, ci
mancherà.
Stamattina
ci sono gli shoot-off, proviamo ad avvicinarci ma c'è
troppa gente e non si vede granché, così cominciamo
a girare per gli stand, gli stessi che abbiamo visto per
tutti questi giorni, ma oggi hanno un aspetto diverso,
come se volessimo riempirci gli occhi di tutto questo
mondo per portarne un pezzo con noi.
Oggi ci
concediamo il cosciotto di tacchino a pranzo, servito così
com'è, con l' osso avvolto in un tovagliolo e basta. Sue
ci dice che possiamo andare a mangiare in pace nella sala
vip, "Sala Vip?????? Alchi, com' è che noi siamo qua
da una vita e non ne sappiamo niente?" "Ah si,
io lo sapevo che c' era, ma non sapevo dove."
risponde lui serafico. Un tendone praticamente vuoto, con
caffè bibite e stuzzichini gratis e lui non ce l' ha mai
detto? un vero amico!.
Nel primo
pomeriggio ci sono le premiazioni, non facciamo più in
tempo ad andare a cambiarci, non importa, ora non siamo più
bellissimi, siamo splendidi. Raggianti per l' avventura
che abbiamo vissuto finora. gli altri invece fanno in
tempo e ci raggiungono al tavolo che Tex ci aveva già
prenotato. Siamo di fianco al palco, molto vicini, anzi
troppo alla macchina per il fumo, ci sono anche Arizona
Tom e consorte con noi.
Cominciano
le premiazioni, a sorpresa ovviamente, le classifiche non
le conosce ancora nessuno.
Quando
viene premiato Lassiter si alza un' ovazione dalla nostra
metà del tavolo, è solo terzo, ma noi siamo fans
accaniti e per noi ha comunque vinto lui; due giorni fa il
nostro buon Alchimista l' ha invitato ufficialmente in
Italia per dei corsi, dimostrazioni e, un pochino anche
per fargli vedere la nostra bella Italia (è troppo il
migliore il mio fratellino!), lui ha risposto che per gli
europei non era sicuro, ma non importa, se venisse a
dicembre lo lascerei sparare nel salotto di casa mia.
Ci sono
tantissime categorie, tanti premiati, tutti sorridenti e
in fila per le foto, uno con maglietta e cappellino da
baseball non può farle, tutto deve essere perfetto.
Il
vincitore è il ragazzino che abbiamo conosciuto ieri sera
e ha pure fatto un match clean; e chi l' avrebbe mai
detto, con quella faccia da sfigato!
Quando la
cerimonia finisce, bisogna cominciare a pensare agli
addii, che triste. Quando arriviamo allo stand Martex ci
dice che le armi le hanno già impacchettate loro, a noi
tocca la cerimonia dell' ammaina bandiera... Tutto è
molto plateale, ormai ci comportiamo anche noi come gli
americani.
Facciamo
un giro e cerchiamo di salutare tutti, ci siamo fatti
tantissimi amici, che ricorderemo per sempre, ma
sicuramente qualcuno lo scavalchiamo, conosciamo
praticamente tutti...
Il giro è
lungo e gli abbracci tanti, ma ci fa bene, ci è passata
la tristezza.
Torniamo
in albergo e proviamo a mettere tutto dentro le valige, io
e il mio consorte Bandito abbiamo avuto la brillante idea
di fare la matrioska all' andata, quindi adesso abbiamo
una valigia in più. Riesco a farci stare tutti i nostri
acquisti, anche se a fatica, Sue invece, che è partita
con la valigia piccola, ha bisogno di comprarne un' altra.
Nessun problema, andiamo al supermarket e la prendiamo.
Solo che, al supermarket la borsa non c'è... Siamo tutti
insieme per andare a cena, che si fa?
Partiamo
alla ricerca di un altro supermarket e finiamo al
Wall-mart di Albuquerque, lei prende la sua valigia, noi
prendiamo una borsa "da corsa", ci metteremo dei
vestiti per fare spazio alla cappelliera di Sue in una
nostra valigia. Per lei faremo questo ed altro. Visti i
prezzi anche Martex decide di prenderne una più grande,
quando arriviamo alla cassa Sue chiede alla cassiera un
buon posto dove mangiare e lei, una signora di colore
gentilissima e simpatica ci indica una steak-house non
molto lontano. Pronti via, stiamo tutti morendo di fame.
Il locale è molto carino, con due sale, ci fanno
attendere un momento (fame) poi ci fanno accomodare. Ci
siamo solo noi e la cameriera (girano scommesse sui suoi
gusti sessuali) ci porta subito le liste. Ordiniamo tutti
carne e da bere birra, è il primo locale che la serve in
boccali, sarebbe un peccato sprecare l' occasione. Prima
di servirci ci portano l' insalata (è tradizione credo)
Dingus non la vuole, ma è inutile discutere con la
cameriera, da quell' orecchio non ci sente.
"Lasciala, la mangerò io" ma prima che finisca
la frase qualcuno l' ha già presa. Poco male, ma Dingus,
che ha tante qualità ma non ha certo l' arguzia di una
volpe, non capisce una mia battuta e ne ordina un' altra.
Questo fa, non so per quale motivo preciso, scattare una
"ridolite" tremenda in metà tavolo. L' attacco
continua per tutto il resto della cena, qualsiasi cosa
viene detta ci fa ripartire, non vi dico poi quando Jack
ci racconta le sue avventure con la polizia del luogo e il
suicidio del suo navigatore nel bicchiere di acqua
ghiacciata, raccontate da lui ci facevano morire. La
serata è quasi perfetta,quasi perché una parte del
nostro tavolo è sotto il tavolo che si contorce per le
troppe risate, e una parte invece (non faccio nomi, ma
quelli del suv) ha appena accennato, ma non ne sono
sicura, un piccolo sorriso. Hanno continuato a parlare di
armi, calibri, ricariche... Siete uomini soli a migliaia
di Km da casa, ma perché non parlate di donne come tutti?
Noi
comunque ci divertiamo lo stesso, peggio per loro! Per
concludere in bellezza la serata ordino anche il dolce,
non ne ho ancora mangiato uno, e mi arriva una cheese-cake
da un chilo circa, a chi ha ordinato un margarita invece
non va molto meglio, ne arriva un intero boccale da litro.
Quando
saliamo sulla panda stiamo ancora ridendo, veramente una
fine degna di tutto il viaggio!
Domani
mattina dobbiamo alzarci presto, ma secondo voi andiamo a
dormire... presto...?
Comunque,
con le mascelle che ancora dolgono, buonanotte!
Lunedì 25
giugno 2007
Dobbiamo
essere all' aeroporto alle 09.00, ci accordiamo per
partire alle 06.30, così facciamo tutto con calma.
Virginia e Sue sono partite ancora più presto, la prima
si farà un altro mese in un ranch di loro clienti, la
seconda torna in Italia, ma con compagnie diverse (e in
prima classe).
Un ultimo
controllo alla stanza per non dimenticare niente e
chiudiamo la 210 per l' ultima volta. Scendiamo e
carichiamo le valige sulla panda. Siamo pronti, ma c'è un
ultima cosa da fare: Alchimista deve lanciare lontano un
proiettile per allontanare con esso la sfiga che si
portava dietro. Tutto è compiuto, possiamo andare.
All'
aeroporto ci dividiamo, noi andiamo direttamente al
noleggio, Bill invece scarica gli altri e poi va a
consegnare la macchina. Lasciamo la nostra panda nel
parcheggio, ci viene la tentazione di dire ai ragazzi che
la prendono in consegna "abbiatene cura".
Riusciamo a resistere e ci allontaniamo lasciandola al suo
destino. Siamo rimasti in quattro: io, Bandito, Tuco e
Alchimista (i quattro della Panda selvaggia) saliamo sul
bus che ci porta all' aeroporto dove incontriamo gli
altri.
Stanno già
facendo i check-in, ci mettiamo in fila e imbarchiamo
subito i bagagli (rientro nel peso?Mi sembrava pesassero
un quintale), ora dobbiamo solo aspettare. Facciamo l'
ultima colazione americana e poi ci infiliamo nei negozi
dell' aeroporto, più che altro per curiosare, i soldi
sono finiti. quando però vedo un cappello di pelo rosa
non resisto, lo devo regalare a Virginia, alla gara di
Toppo le farò una sorpresa. Dopo un pò di tempo ci
appropinquiamo verso la zona delle partenze. Dobbiamo
passare il metal detector, bisogna togliere le scarpe, io
mi sono rimessa (le ho lavate!) i calzini con le dita e
corro scalza per mezzo aeroporto per mostrarle all'
Alchimista che all' andata se le era perse: mi ha
diseredato da sorella maggiore!!!
Partiamo
in orario e arriviamo in orario. Ad Atlanta abbiamo
pochissimo tempo, io Bandito e Alchi carichiamo gli altri
e facciamo una corsa a prendere due panini, il cibo dell'
aereo si può mangiare una sola volta, la seconda non ci
caschi più.
Come all'
andata, anche al ritorno siamo in ritardo, deve essere la
passi di Atlanta. Il volo è tranquillo, al solito,
musica, film, un libro e giochi. Alchimista è seduto in
coda circondato da bellissime ragazze, ma dorme tutto il
viaggio, mah. Bandito che si è fatto passare due delle
pasticche (!?!) da Ale guarda un film e poi si addormenta.
L' effetto di una dura circa tre ore gli aveva detto lo
spilungone, lui ne prende due e dorme per 2 giorni, sempre
gli amici...
Martedi 26
giugno 2007
A Milano
arriviamo in ritardo e anche i bagagli arrivano in
ritardo. Dingus scopre che la sua valigia è stata aperta,
ma non sembra manchi niente, quella di JD invece arriva
aperta "si, ma già non mi si chiudeva ieri
sera" (???). Comunque va tutto liscio, non manca
niente, salutiamo tutti sperando di poterli rivedere molto
presto. Questo viaggio mi ha fatto scoprire persone come
Tuco, Alchimista, Virginia, Flyng Sue e Dingus che sono
davvero speciali e straordinarie (gli altri non me ne
vogliano, ma non ho potuto, o voluto, scoprire chi c' era
dietro le maschere che solitamente portano in Italia).
Quando ci
troviamo nel caotico traffico milanese, solo allora, mi
rendo conto che tutto è finito, che siamo di nuovo a
casa.
Alla
prossima Avventura Amici.
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