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Il mio End of Trail  2007 

 
  by Tomboy  Jeky

  Prefazione: questo racconto è la mia visione personale del nostro viaggio negli USA con la squadra che rappresenta l' Italia all' End of Trail nel New Mexico. Ci saranno errori, dimenticanze e forse qualcuno si offenderà per alcune cose che dirò, ma quello che scrivo è solo la mia verità, l' EoT visto dai miei occhi e dalle mie sensazioni, giuste o sbagliate che siano.

Buona lettura amici.

Mercoledì 13 giugno 2007

  Alchimista, che si trova già negli States, ci avvisa che a causa di problemi di posti sul volo dobbiamo essere al check-in alle 7. Dobbiamo partire di casa prima  dell' alba, maledetto alchemico...

Giovedì 14 giugno  2007

  Ci incontriamo casualmente fuori dall'aeroporto. Martex e Virginia West sono già lì ad attenderci con i nostri gilet personalizzati, Che emozione ed onore leggere il proprio nome vicino alla scritta Italy.

Alle 11.00 ora locale ci imbarcano: si parte per l' avventura.

Il volo è tranquillo e alle 15.30 ora locale, tocchiamo il suolo Americano ad Atlanta...             ( AMERICA ) Finalmente possiamo camminare, ho avuto la sensazione di mettere radici in quel sedile! Passiamo tutti i controlli, tranne JD, che deve far controllare le armi. Alcuni si fermano ad aspettarlo, noi invece arriviamo al gate designato per la partenza e ci concediamo i bisogni più impellenti: bagno, sigaretta per chi fuma, e mega hamburger per me...ero in crisi d'astinenza.

Dingus invece opta per il sushi (?!?) e non vi dico la sua faccia quando arriva alla salsa wasabi.

Il resto del gruppo ci raggiunge e anche loro fanno in tempo a rifocillarsi.

" Ma perchè il numero del mio volo è diverso dal vostro?" Hermann ha un problema con il biglietto, ma la nostra Virginia riesce a risolverlo appena in tempo. Il portellone si chiude proprio dietro di loro e l' aereo si mette in coda sulla pista di decollo.

Sono le 19.05 ora locale e il capitano annuncia un' ora di ritardo. Bhé, poco male, io sono seduta di fianco a Virginia e il signore vicino a noi si deve sorbire 4 ore ininterrotte di chiacchiere.

Arriviamo finalmente ad Albuquerque alle 23.00 ora locale, otto ore di fuso in anticipo rispetto all' Italia.

Alchimista ci sta aspettando, è quasi irriconoscibile così abbronzato, e come diavolo si è tagliato la barba?

Io, Bandito, Hermann, Dingus e Virginia (ormai senza voce per la maratona di parole fatta in aereo) saliamo in macchina con Alchi, un normale monovolume tipo Voyager. A noi sembra grande, ma quando arrivano gli altri ci ricrediamo: hanno noleggiato un transatlantico con le ruote.

Ci avviamo verso Moriarty, destinazione finale. Sono troppo stanca per godermi il panorama, avrò tempo nei prossimi giorni. Arriviamo all' holiday inn, espletiamo le formalità e la divisione delle camere (assaggio il primo caffè americano) e finalmente possiamo andare a dormire.

Buonanotte!

Venerdì 15 giugno 2007

  Siamo tutti svegli presto, facciamo colazione, qualche foto, e poi si parte alla volta del tanto sognato Founder Ranch. Stamattina mi posso riempire gli occhi di questo paesaggio; è enorme, qualsiasi cosa è enorme (tranne il nostro monovolume...). Il deserto che ho lasciato in Arizona qualche mese fa lo ritrovo qui,ma ora sono con i miei amici e tutto sembra più bello. Le case, che sono sparse quasi a caso, sono di quelle prefabbricate. Sono molto semplici, ma hanno grandi terreni intorno e sinceramente, con un panorama come quello fuori dalla finestra...

Dopo qualche miglio abbandoniamo la strada asfaltata per uno sterrato che sembra più una montagna russa.

Il ranch: quello visto nei dvd e nelle foto non ci si avvicina nemmeno, è spettacolare.

Noi, grazie agli sponsor, mettiamo la macchina (piccola) nel parcheggio dei semi vip, gli altri devono andare nei posti assegnati ai tiratori.

Ci ritroviamo allo stand Chiappa, che sarà il nostro punto d'appoggio per tutto il resto dei giorni. Salutiamo Ron e Peggy rappresentanti Armi Sport e andiamo al tendone principale per le iscrizioni. E' ancora tutto in fase di preparazione e gli stand aperti sono pochi, ma già le teste si girano e gli occhi ci fissano, capiamo dalle espressioni dei visi che ci vedono strani.

Ci viene consegnato il sacchetto personale nel quale ci sono oltre all' immancabile pubblicità anche una spilla col nostro alias stampato, il programma degli intrattenimenti e gli esercizi.

Presi da una strana (per alcuni di noi, tra cui io, l' unica di tutto l' end of trail) serietà professionale studiamo uno per uno tutti gli esercizi, prendiamo appunti, scriviamo traduzioni, ci diamo consigli su come sia più facile o veloce fare questo o quello.

Nel nostro percorso incrociamo anche gente che spara. Ci guardano, ci leggono la schiena, ci fanno grandi saluti e tutti ci danno il loro benvenuto con grandi sorrisi, siamo a casa nostra.

Ci spiegano che stanno facendo il warm up, una specie di riscaldamento dei ferri prima del main match.

Fame. Hot dog e chili a quello che sarà il furgone preferito dai nostri uomini, non so perché... sarà per la bella bionda che ci serve?

"Non compriamo niente subito, aspettiamo di confrontare i prezzi" le ultime parole famose: ogni cosa che vediamo ci si attacca alle mani come se avesse la calamita.

Verso le quattro siamo cotti dal sole, tra l' altro noi donne, come due lucertole, abbiamo messo più pelle possibile al sole e ora siamo veramente cotte a puntino. La piscina dell' albergo è proprio quello che ci vorrebbe...

Detto fatto, non prima però di essere passati al supermarket a fare scorta di alcolici (che al ranch sono vietati) e schifezze varie: biscotti, carne salata ecc, ecc...

Io, Bandito, Alchimista, Virginia e Dingus ci buttiamo, sperando nel sollievo dell' acqua, ma ci sbagliamo, quello dev' essere il bollitore. L' acqua ha quaranta gradi, ma questo non ci ferma, stiamo comunque in ammollo. Dopo un pò vediamo dalle vetrate gli altri arrivare carichi di buste degli acquisti, anche loro non hanno resistito.

La sera troviamo un ristorante messicano vicino all' hotel. Sia l' esterno, con un porticato di legno pieno di nidi di rondini che l' interno sono molto caratteristici, sembra di stare in un film. Mandiamo ai matti la povera cameriera che, tra l' altro è al suo primo giorno di lavoro, ma mangiamo benissimo: bisteccona e anelli di cipolla ( potrei morirne...).

Usciamo dal ristorante alle nove, Biagio va dormire perché vuole girellare in giro per l' america per due o tre giorni, JD va con lui. Noi invece, per far passare gli effetti del fuso orario cerchiamo un po' di vita notturna, ma ci dobbiamo accontentare di un locale triste che non ispira tanto. Per entrare chiedono i documenti anche a Hemann, tre uomini suonano un country vecchio e polveroso, si possono quasi vedere le ragnatele che li uniscono ai loro strumenti. Ordiniamo una birra e poi il conto, ma ci arriva un' altro giro di Bud. Mertex sta per cedere e noi che stiamo aspettando il momento buono, immortaliamo il primo addormentato del gruppo.

Rientriamo alle undici e, con quelli della piscina ci ritroviamo in camera di Alchimista a vedere le foto e farci il "goccetto" della staffa. Bandito e Dingus prolungheranno il rito fino alle due con un intera bottiglia di whisky!

Buonanotte.

Sabato 16 giugno 2007

  Siamo sempre svegli all' alba. L' Alchimista uscendo dalla camera inciampa sul cadavere della bottiglia di whisky lasciato appositamente davanti alla sua porta ed esclama :" Animali..."

Virginia deve partecipare al corso col mitico Evil Roy quindi viene accompagnata al Ranch con l' auto di lusso. Io e Bandito invece accompagniamo l'alchemico ad Albuquerque. Si sente frustrato perché ce l' ha più piccolo dell' altro autista Bill (il mezzo di trasporto, cosa avevate capito?) quindi ne prende un' altro che è ancora più piccolo del precedente.

E' un 4x4 e di sicuro ci sarà più comodo nelle sterrate e nei prati del New Mexico, ma è davvero più piccola di tutte le altre e anche se grande per i canoni italiani, viene subito battezzata Panda. Bandito trova anche un simpatico giochino, aprire due portaoggetti per il solo gusto di infastidire Mr Pieta (pronuncia all' americana). La cosa diventerà una specie di rito che si ripeterà ogni volta che si salirà in auto.

Torniamo al Ranch, la nostra mascotte Virginia si sta concentrando per seguire la lezione, quindi decidiamo di non disturbarla e torniamo al nostro passatempo preferito... lo Shopping!

Ad un certo punto però il nostro subconscio (o forse il rumore) ci spinge in una direzione... le GATLING !!!

Gli altri del gruppo sono li, ma ci dicono che vogliono tornare in albergo. "Non c'è problema, la aspettiamo noi Virginia." dico io.

Ed ora una delle sensazioni più belle mai provate, quasi se non uguale al sesso, venti colpi con la Gatling e venti con il Browning Maxim (credo si chiami cosi,non me ne intendo molto) lo stesso che hanno utilizzato nel film "il mucchio selvaggio". Che scarica di adrenalina... il più bell' antistress mai provato. E ci danno pure il certificato!

Alchimista prova anche il cannoncino calibro 50mm della prima guerra. Le operazioni di carico del colpo ci fanno sorridere non poco. Alla faccia della Dillon: una tazza di caffè americano all' incirca piena...

 Ci viene spiegato dal simpaticissimo signore proprietario di quei gioielli che, essendo un cannone dell' esercito tedesco, per usarlo si deve indossare un copricapo adatto. Ora voi immaginatevi Alchimista, lungo com'è con quell' elmo da colonnello (quello con la punta al centro) in testa che lo fa sembrare ancora più ingessato.  Booooooom!  L' aria si riempie di quel suono e di una enorme nuvola bianca. Anche questo provato!

Nel frattempo Virginia finisce, si è voluta vestire come il giorno prima ed ora è fosforescente: più rossa della sua maglietta rossa. Corriamo al supermarket a comprare creme e cremine e rientriamo.

La sera si decide per il casinò ad Albuquerque. Giadina resta a dormire, si è presa una bella insolazione e giustamente ha bisogno di riposo, mica ha cazzeggiato tutto il giorno come noi!

 Le indicazioni sono approssimative, ma lo troviamo lo stesso abbastanza facilmente: un cubo enorme di cemento in mezzo al deserto, orribile nel panorama. L' interno invece è spettacolare, soffitti altissimi, grandi lampadari, luci colorate ovunque.

Al ristorante mangiamo benissimo, anche se il ragazzo addetto a riempirci i bicchieri d' acqua è fin troppo zelante, più di una volta corre il rischio che gli venga staccata una mano! Appena finito andiamo alla sala da gioco, non ci ero mai entrata prima, è tutto come nei film, coi tavoli verdi, i croupier, le slot machine, tantissime slot machine che vanno da puntate di un cent a 500$. Qualcuno dei nostri prova la sorte, credo che Bill abbia vinto cinque dollari, io invece preferisco girare a curiosare. Adoro le luci e i colori, e tutta quella frenesia del gioco che sento intorno a me mi mette un pò a disagio. Non rimaniamo molto, la stanchezza comincia a farsi sentire, quindi rientriamo a Moriarty sotto un cielo illuminato da decine di lampi.

Domenica 17 giugno 2007

  Il cielo è limpidissimo oggi, la mattina accompagniamo Virginia al corso e andiamo a recuperare le nostre armi che sono appena arrivate. Le controlliamo, le puliamo e le sistemiamo in una cassa nello stand Chiappa e issiamo la bandiera italiana che svetterà per tutto l' End of Trail sopra i teloni bianchi (si vedrà da lontano), poi ricominciamo a spendere. Alchimista riesce anche a prendere un vestito su misura, sembra un figurino, tale e quale a Fabrizio Corona e Bandito porta il suo leva a modificare un pochino, appena un pochino. La gente comincia a riconoscerci: "buongiorno italiani" ci salutano. Comincia anche la caccia alla bella femmina: un gioco che consiste nel farsi fotografare con tutte le belle ragazze incontrate... Degenererà poi nel : caccia e basta: tutto quello che indossa un abito femminile andrà bene.

Un cliente di Alchi, un ingegniere con una faccia simpatica ci incontra, parlano un po' e poi ci chiede di seguirlo. Ale ci spiega che il signore in questione ha modificato da solo un' avancarica in retrocarica e vuole farcela provare.

Sulla linea di tiro assegnata alle prove, troviamo un personaggio che già conoscevamo di fama, ma che da oggi diventerà il nostro idolo indiscusso (abbiamo fondato il fans club) Lassiter!

Proviamo l' arma in questione e poi chiediamo al campione di gunfighter di darci una dimostrazione. Armati di ben due telecamere filmiamo l' evento e restiamo con la bocca aperta. Nei filmati sembra veloce, ma dal vivo...( qualcuno insinuerà "si, ma è lento!")

Salutiamo "gli amici" ed aspettiamo la studentessa migliore del corso, anche Evil Roy le ha fatto i complimenti; abbiamo una sorpresa per lei.

Quando ci raggiunge, ormai stremata dai 1200 colpi sparati in due giorni la conduciamo alle Gatling e senza essersi accordati prima (questo mi è piaciuto molto) Bandito e Alchimista le regalano 20 colpi con la Gatling e venti con la mitraglietta.

Il bel sorriso di Virginia si riaccende, uno sfogo le ci voleva, ma ora è in ritardo con lo shopping, bisogna recuperare: bustino nuovo, mutandoni, camicie, gonne; ci abbiamo messo molto impegno nell' aiutarla, ma sta recuperando bene.

La sera noi soliti e Tuco, che vuole provare l' ebbrezza della panda, andiamo al Pizza Hut. Non si può dire di essere stati negli USA se non si fa il giro delle catene di fast food più famose! E poi a me la pizza li piace, anche se i due svegli dietro il bancone ce le fanno sospirare non poco, e non vi dico la loro faccia quando Virginia chiede venticinque pani all' aglio. Gli altri sono già rientrati quando arriviamo noi in albergo.

Buonanotte.

Lunedì 18 giugno 2007

  Giornata quasi libera oggi. Tutti insieme andiamo ad Albuquerque c'è il museo di Jessy James e vorremmo visitarlo, ma è chiuso il lunedì, deviamo quindi per la città vecchia, la "old town". Un quartiere che ha mantenuto le caratteristiche del vecchio stile messicano, coi portici, i peperoncini appesi; c'è addirittura un negozio di articoli di Natale. Noi ci sentiamo a nostro agio, Alchimista e Tuco (che ormai si è trasferito stabilmente sulla panda) invece hanno un pò di difficoltà, devono abbassarsi ad ogni porta o lampadario incontrato. Anche li riusciamo a spendere un po', Virginia riesce finalmente a trovare gli stivali e continua il toto bellezze. Nel pomeriggio dovrebbero arrivare le munizioni, quindi è meglio andare al campo a controllare, l' altra macchina decide di restare ancora un pò: sempre nessun problema: "andiamo noi", passeremmo la vita al ranch. "Fermati Ale!" grida Virginia: se c'era qualcuno dietro ci tamponava. Come S. Paolo fulminato sulla via di Damasco la nostra cucciola resta fulminata sulla via di Albuquerque: Starbucks, è da quando siamo arrivati che agognava quel Frappuccino e come se lo gode!

Per un tratto guida Bandito. Ci fermiamo all' entrata per qualche fotografia, gli uomini scendono e noi decidiamo di fare un dispetto all' Alchimista seduto dietro. Per farlo però abbiamo bisogno dell' aiuto di Tuco, Virginia comincia a chiamarlo, ma lui, che ancora non è entrato nell' ottica del nostro EoT (ma ci arriverà) non capisce. Pio............. Pio....... Pio... Pio. Pio Pio Pio Pio PioPioPioPioPioPioPioPioPio! Lo scherzo sfuma, ma ormai non importa più, frà l' ilarità generale quello è il momento in cui anche Tuco entra ufficialmente a far parte di quelli della Panda.

Appena arriviamo Bandito va a riprendere il leva, non sta più nella pelle e quando anche il signore che glielo ha modificato gli dice che deve provarlo è fatta. Torniamo da Lassiter che molto volentieri ci fa sparare e comincia a darci dei consigli sulle tecniche di tiro col fucile, poi ci chiede di accompagnarlo al suo Van. Apre il portellone, in cui c'e più o meno una mezza armeria (ha portato circa ottomila colpi!) e fa la treccia alla leva del nostro fucile con una tecnica che non sembra essere facile. Che onore! E' un personaggio splendido, molto umile e disponibile e sembra che gli siamo simpatici. Ci mostra anche come caricare le cartucce del 12 e come "trattarle" per non farle scivolare. Siamo tutti molto entusiasti di aver fatto la sua conoscenza e di aver imparato quelle cose. Non potremo metterle in pratica qui in gara, ma con un pò di allenamento le impareremo anche noi. Anche se credo sarà difficile arrivare ai suoi livelli: 400 colpi al giorno, senza contare il 12... Impossibile in Italia.

Chiacchieriamo ancora un po' e poi lo lasciamo, comincia ad essere tardi e abbiamo una missione stasera!

Compriamo un pezzo di pelle e delle stringhe da uno che si chiama Rabbit. Gira sempre a dorso nudo ed è bravissimo di giocare con due bastoni. Anche lui ci considera amici e ci da grandi saluti e sorrisi ogni volta che ci vede.

Prendiamo i nostri fucili e due scatole di cartucce e torniamo in albergo non prima di aver fotografato i bisonti che si avvicinano al ranch per bere. Il maschio è enorme, sarà alto almeno due metri e mezzo. Dietro di lui arriva un maschio più giovane e poi le femmine coi piccoli. E' la prima volta che li vedo, sono bellissimi.

"Che fate voi per cena?" "Maaa, noi restiamo qui"  "Tuco tu che fai?"  "Maaa, non ho fame, resto anch' io."

Tutto è pronto, io e Tuco andiamo a prendere le pizze (al ritorno guido io!) e gli altri preparano l' attrezzatura. I compiti sono cosi distribuiti; TJ e Virginia passano le cartucce del 12 con la carta vetrata gentilmente offerta da Mr Lassiter per aumentare il grip, Alchimista spessora il calcio per renderlo piatto, Bandito si occupa delle trecce (ha imparato al volo come si fanno, è bravissimo in queste cose) e Tuco taglia la pelle per ricoprire i calci e renderli meno scivolosi. E' un duro lavoro, ma tra una fetta di pizza, una bottiglia di birra e due stupidaggini la serata passa benissimo. Abbiamo anche trovato la colonna sonora

" Low Rider" (quella che da la carica a Nicosas Cage nel film "Fuori in 60 secondi"). Cerchiamo di non fare tanto tardi, domani abbiamo il battesimo del fuoco, ci sono gli shoot-off, finalmente si spara!

Martedì 19 giugno 2007

 Tutti pronti, si parte. Siamo tutti agitati, oggi finalmente avremo un confronto, anche se in allenamento degli americani. Noleggiamo i gun-cart, ne basta uno ogni due e io e Bandito lo dividiamo con Virginia Dobbiamo partecipare all' incontro sulla sicurezza. C'e tantissima gente, tutti  vestiti e agghindati con cinturoni e cartuccere. Vediamo gun-cart stranissimi con forme strane ed originali. Faccio fatica a capire cosa dice lo speaker, ma più o meno dice quello che già conosciamo: le regole di sicurezza scritte nel regolamento (170°, maneggio, tavoli carico e scarico, estrazione ecc...)

Partiamo per il nostro primo stage: il numero sei. Il nervosismo tra noi è alto, anche troppo e la cosa disturba un pò tutti. Gli attriti avuti con altri componenti del gruppo negli ultimi giorni si fanno sentire, come nodi che arrivano al pettine. Non è un' atmosfera bellissima, ma ci serve da lezione per i prossimi giorni. Comunque sia si spara! Sei esercizi con delle variazioni su quelli originali. Cerchiamo di concentrarci sulle procedure, ma la smania di correre ci fa fare miss, non importa, va benissimo anche cosi. Avevamo bisogno di sparare, stavamo andando in crisi d' astinenza.

L' organizzazione è perfetta e collaudatissima, tutti i componenti della posse lavorano e gli esercizi finiscono velocemente. Per fortuna abbiamo fatto il corso di RO in Italia, altrimenti saremmo stati inghiottiti dagli ingranaggi di una macchina perfetta!

Appena finito, stanchissimi più per lo stress che per la fatica, parcheggiamo armi e bagagli  e ripartiamo per gli stand. Mentre Dingus è indeciso su quale cappello prendere Virginia trova il tempo per farsi fare la piega al suo, ne aveva proprio bisogno. Tra poco, nel pomeriggio ci sarà una cerimonia di accoglienza per le delegazioni straniere al saloon, siamo sporchi e zozzi, ma non c'è tempo per tornare in albergo, quindi ci tocca presenziare cosi conciati: pazienza, tanto siamo belli anche così.

Ci sono i numeri più bassi della SASS 1, 2 ,4 ecc... Sono ormai tutti sulla via dell' anzianità, ma sono tutti dei bellissimi personaggi e le mogli sono ancora più simpatiche.

Oltre a noi ci sono anche i neo zelandesi, riconoscibilissimi per essere tutti rossi di capelli.

C'e un rinfresco in nostro onore: spiedini di frutta, tartine e salse più o meno piccanti tutte fatte in casa e finalmente: BIRRA!. Niente male davvero sti americani.

Stiamo un po' e poi andiamo nel tendone grande a vedere i corsi di ballo "dai che partecipiamo anche noi!"  Troppo tardi, hanno già finito, peccato questa ce la siamo persa. Ma tra poco fanno il karaoke, quello non ci scappa. Gli altri se ne vanno ma noi imperterriti non molliamo... Io, Bandito, Alchimista, Virginia, Tuco e Dingus siamo quasi in prima fila, riesco a convincere la mia amica a cantare qualcosa, ma non ci troviamo d' accordo su nessuna canzone, troppo il divario generazionale. Alla fine troviamo qualcosa, prima canto io "Imagine" non c' azzecca molto, ma è l' unica che mi viene in quel momento (e poi è la più bella canzone del millennio passato, vuoi mettere cantarla davanti agli americani?)

Convinco Giada a rinunciare: ho cantato davanti a tante persone ma qui devo dire fa un certo effetto anche a me. Anche il fatto che i miei amici mi stanno ascoltando contribuisce a farmi venire le farfalle allo stomaco.

Abbiamo fame, e decidiamo di fermarci da Aarbys (credo si scriva così) che sta proprio dietro l' albergo. Prendiamo dei menù con la bibita già compresa, Dingus non la vuole, così proviamo la famosa dottor Pepper, è dolcissima , quasi nauseante, quindi resta quasi tutta. Mangiamo avidamente i nostri fritti, avevamo fame...  "butto tutto qui?" dice dingus, "si si, tutto qui" dico io. Ma con tutto non intendevo che nel bidone dei rifiuti dovevi buttare anche il vassoio... Dingus, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo!

Torniamo a dormire che ormai è mezzanotte, sempre per ultimi.

Buonanotte.

Mercoledì 20 giugno 2007

Noi oggi non abbiamo molto da fare al campo, ci sono i side match, gare di velocità, ci ha invitato il nostro amico Lassiter in persona ad andare a vederlo.

La sera prima è arrivato anche Silver Jack, si è divertito tanto ma non è riuscito ad arrivare a Tombstone, troppo lontano.

Guardiamo alcuni esercizi, si spara con tutto: leva, revolver, 12, e addirittura con le derringer.

Guardiamo per un po' questi mostri che fanno scintille quando sparano, ma quando arriviamo all' esercizio numero uno (quello sponsorizzato da Uberti!) la nostra attenzione viene catturata da qualcos' altro, più avanti dopo un terrapieno c'è il mounted. Stanno già facendo il main match, ci incamminiamo senza neanche accorgercene e ci sediamo sulle tribune a lato dell' arena. Che spettacolo vedere come quei cavalieri riescono a comandare i cavalli e al tempo stesso sparare e colpire dei palloncini grossi come meloni, noi da fermi sbagliamo bersagli più grossi!

Ci si avvicina una coppia, probabilmente marito e moglie, ed io ho l' emozione di salire su un cavallo, un bellissimo quarter nero.

Alchimista ci deve salutare, il suo ruolo di SASS governator lo chiama al dovere: una riunione con gli altri rappresentanti. Ci diamo appuntamento alla panda alle 15. 30, dobbiamo andare all' aeroporto a prendere Flyng Sue. Noi restiamo ancora un po' a vedere i cavalli poi ci facciamo accompagnare al campo da un carro trainato da un pick up, con noi c'è anche Biagio e accompagnatrice che ci salutano per andare a fare lo sport in cui avremmo stravinto: lo shopping, anche io ho il tempo per comprare il mio vestito da sera. Arriviamo alla panda, ma la panda non c'è, chiediamo un pò in giro e ci viene detto che la riunione è alla "casa"; luogo proibito per noi comuni mortali. Lo aspettiamo seduti su una panchina all' ombra di un' albero, che relax. A distanza di pochi minuti due cow-boy che lavorano nell' organizzazione ci si avvicinano per chiedere se abbiamo bisogno di qualcosa, come sono premurosi, altro che italiani.

Il nostro rappresentane alla SASS perde la cognizione del tempo e ci lascia li ad aspettarlo fino alle quattro: che fatica abbiamo fatto...  Corriamo ad Albuquerque, per fortuna l' aereo è in ritardo e arriviamo ancora in tempo. Finalmente la nostra Virginia può riabbracciare la sua mamma (la sera prima ha fatto sparire da camera sua tutte le cose proibite: alcool, biscotti e porcherie ipercaloriche!).

Ed ora via, di corsa a farci belli coi nostri abiti più eleganti per la serata di gala, stasera c'è la cerimonia d' apertura.

Doccia, abito, capelli, trucco... noi donne siamo pronte, e i nostri uomini non sono da meno. Bandito, felicissimo per aver trovato il gel per i baffi, lo utilizza per farseli all' insù.

Torniamo al ranch e ci uniamo a quelli che stanno ascoltando i discorsi, non capiamo molto, ma è giusto stare qui, in silenzio come segno di rispetto, c'è addirittura un sosia di Billy the Kid che probabilmente sta raccontando la sua vita. Altri dei nostri stanno fuori, sarà la mia educazione, ma tanto valeva stare in albergo... Scusate il mio sfogo, ma quando ci vuole ci vuole.

Un colpo di cannone annuncia l' apertura del "wild west jubilee", ed ora via con le danze. Sono quasi le nove, Sue è stanca e qualcuno ha fame. Il suv se ne va e noi (indovinate chi?) ci buttiamo nella mischia. C'è vento e stare fuori dai tendoni è un' impresa a causa della polvere. Una birra e un ballo, una birra e un ballo, una foto e una birra, un ballo e una foto... Ci stiamo divertendo tantissimo, completamente a nostro agio in questa gabbia di matti, anche Tuco, solitamente un pò sulle sue si lancia nelle danze e ferma le bellezze per le foto di rito... Abbiamo creato un mostro!

Rientriamo in albergo come sempre tardissimo... Buonanotte.

  Giovedì 21 giugno 2007

  Stamattina c'è la prima sessione di gara, alle 10.30 dall' esercizio dodici. Decidiamo di partire alle 08.00, dobbiamo preparare tutte le armi e c'è ancora il safety meeting. Tutti pronti e carichi ( strano, ma non sono per niente agitata,mah!?! ) indossiamo i cinturoni e infiliamo i revolver in fondina nello stand Chiappa, credo che Ron ci odiasse per il casino che facevamo ogni volta, una dozzina di italiani scalmanati che lo costringeva a mettersi in un angolo o addirittura ad uscire. Lunedì Ale si è addirittura permesso di sistemare da solo il leva di Giada, non si fa in casa d' altri!

Dopo il meeting ognuno si avvia verso il proprio stage, il turno precedente non ha ancora finito e questo ci permette di vedere l' esercizio. Quando se ne vanno resta solo la posse 24, la mitica posse 24, e riusciamo quindi a vedere in faccia i nostri compagni di viaggio. Il nostro leader posse è Tex, il numero quattro, ha una faccia buffissima e la sua risata sembra uscita da un cartone animato, abbiamo avuto modo di conoscerlo nei giorni precedenti, ma ora dovrebbe essere una cosa seria.

Quale errore, è il più fuori di tutti, seguito a ruota da una signora texana "Six goin south", questo ci permette di rilassarci del tutto e di sciogliere quel pò di tensione che ancora c' era. Il briefing viene fatto con l' utilizzo di un cd registrato, ma nei prossimi giorni verrà letto ancora a voce, forse il volume era troppo basso. Io sono la prima degli italiani, che grande onore. Al tavolo di carico ci si sta in tre, poi si va su un tavolino con le armi cariche verso l' alto e si attende il proprio turno: meccanismo perfetto. Faccio una miss, peccato! Scarico le pistole e poi mi metto al lavoro con gli altri, spotter, ripristino e tavoli di carico e scarico, è quasi un piacere aiutare gli altri quando tutti (o quasi) sono in armonia e si stanno divertendo.

Finito quello passiamo all' esercizio nove. E' quello col carrello che scorre, quando avevamo fatto il primo giro avevamo deciso di non fare i giochini coi bonus, ora, grazie al coinvolgimento emotivo e all' euforia li vogliamo fare tutti, ma questo va troppo veloce e non lo fa nessuno di noi.

Lo stage successivo ha una lattina lanciata da un pepper che cade, figuratevi se la prendo sarà anche un Winchester quello che stiamo usando io Bandito e Virginia, ma è proprio un rottame.

L' ultimo, il numero 11 è sponsorizzato Chiappa, vuoi che vada male? Ha ancora un bonus, io mi dimentico, ma i miei amici no, ricaricano un colpo nel leva e lo prendono. Il guadagno non è molto, anzi, ma così è più divertente.

Accidenti come siamo stati veloci, in tre ore hanno fatto quattro stage 21 persone.

Riparcheggiamo tutto, andiamo a mangiare (io avevo già fame alle 09.00) e ricominciamo a girellare, Sue è molto in arretrato con gli acquisti e con le conoscenze dei nostri amici, e poi ormai hanno aperto quasi tutti: ci sono tante cose nuove da vedere. Alcuni sono stanchi, e tornano in albergo a riposare, lo stress di gara può fare brutti scherzi.

Come sempre noi (intendo i soliti) restiamo il più possibile, rientriamo in albergo (ormai la stanza mia e di Bandito è una specie di jungla) facciamo una doccia e optiamo per cenare in un self service collegato al Pizza Hut. La cameriera deve essere stata tentata di chiamare la neuro quando ordiniamo, io prendo il "colossal burger" un panino di almeno 30cm imbottito con almeno un kg di carne. Alchimista solo insalate, anche se in quantità industriale e i buoni Bandito e Dingus uova e bacon (dingus ci beve anche il latte). E' una dura lotta la mia, ma alla fine devo cedere, è davvero troppo, non riesco proprio a finirlo.

Dopo cena ci aspetta il saloon del ranch, stasera ci sono le ballerine del can can.

Come sempre è pieno di gente, stasera hanno anche attrezzato i tavoli verdi per poter giocare, c'è un piano in un angolo e una sciantosa che gira per i tavoli cantando canzoni mielose. Se non fosse per la cerata del tendone sembrerebbe veramente di stare nell' epoca dei pionieri del far west. Ogni tanto l' attrice che interpreta la "vamp" sparisce a cambiarsi d' abito e lascia il posto a tre ballerine che ci intrattengono con balli osé; ora vedere quei mutandoni e uno spicchio di coscia fa sorridere, ma sicuramente all' epoca doveva essere il massimo della trasgressione. Forse sarà l' atmosfera, ma devo dire che in fondo sono sexy. Finito il loro numero attacca il pianista, che riesce anche a suonare "funicùli funicùlà" per la felicità di Biagio, devo dire che anche lui non si tira indietro quando si tratta di far casino. La birra è ottima, artigianale, fatta da un contadino del posto, peccato che il nostro autista, ligio al dovere, non possa berne molta, ma Bandito e Dingus bevono anche la sua parte e oltre...

Rientriamo, Buonanotte.

Venerdì 22 giugno 2007

  Secondo giorno di gara. Si comincia alle 13.30, col caldo. Lo stage 4 non è difficile, al beep devi spingere  un povero Mr Pike Landusky (è di cartone, tranquilli), JD lo spinge così forte che a momenti gli rimbalza in testa, che irruenza! Per il resto è abbastanza tranquillo. Nel successivo, il numero 1, si parte da una locomotiva con entrambe le mani sulla corda che suona un campanello, io ci sto per diversi secondi, è divertente non solo per me, le risate di Tex mi fanno capire che il nostro è lo spirito giusto. Sono comunque concentrata, se nel maneggiare l' arma dovesse urtare il telaio di ferro delle finestre da cui spariamo potrebbe cadermi e allora addio gara. Fortunatamente non succede niente, ci è stato detto che ad altri non è andata cosi bene. L' esercizio 2 ha un bonus, se si vuole, al beep si fa scattare una leva che attiva un pendolo, e che vuoi che non lo facciamo? Inoltre la frase di partenza è impronunciabile quindi io la dico a modo mio scandendo bene ogni parola (Ai... em... e... deputi... sceriff...en...ai...hev...e...uarrant...for...ior...arrest), credo che Tex mi adori, e chi mi ferma più ormai... Oggi i briefing sono letti a mano dagli addetti agli stage, ce ne sono tre in ognuno, leggono, spiegano, rispondono alle domande e controllano che tutto vada bene, ma tutto il resto tocca alla Posse (sempre mitica la 24).

L' ultimo della giornata, il 3, è il più simpatico, anche se faccio una procedura (mannaggia) Bisogna infilare una monetona in una fessura, imbracciare il rifle e pronunciare la frase dicendo destra o sinistra a seconda della faccia e fare tutto l' esercizio partendo da quel lato. Dingus ne è uscito pazzo, proprio non riusciva a capire. Bandito, se avesse parlato inglese avrebbe spiegato agli americani che left (sinistra) non può essere scritto su sfondo nero e lui potrebbe essersi offeso che right (destra) sta scritto su sfondo rosso!

Come ieri, anche oggi siamo stati velocissimi, nonostante la nostra posse sia l' unica che deve fare i briefing in due lingue: inglese e in italiano per gentile traduzione di Mr Alchimista.

La sera doccia e poi decidiamo di tornare al locale del primo giorno. Neanche chiediamo più agli altri cosa fanno, tanto non ci dicono mai niente... La cameriera, un' altra stavolta, ci fa accomodare in un tavolo rotondo sotto una tromba d' aria..... ma non hanno proprio mezze misure per l' aria condizionata!

Dopo un momento arriva anche Jack e si siede nel tavolo vicino, ci starebbe anche con noi, ma rischierebbe la polmonite. Vediamo arrivare anche "quelli del suv" entrano e si siedono, lasciando la cameriera di stucco, credo sia una regola aspettare. Quando abbiamo finito salutiamo e andiamo al ranch, ormai siamo di casa e il pilota della panda si sente alla Parigi-Dakar, affronta quei saliscendi ad una velocità tale che noi sedute dietro sbattiamo la testa sotto il tetto, ma va benissimo così.

Stasera c'e il contest per i costumi da saloon, ci sono belle ragazze con le cosce fuori e corpulente signore con le latterie (intere centrali del latte) in esposizione. Ognuna di loro, i costumi sono uno più bello dell' altro, sale sul palco e gioca un po' sui controsensi che le battute del presentatore suggeriscono. Ci sono ancora le ballerine, ogni tanto spezzano la sfilata con un can can.

Quando queste fanno a loro volta pausa escono e alzano le gonne per far prendere aria alla mutanda, è allora che i nostri uomini ne approfittano per fare foto che potrebbero comprometterli; vai Corona questo è il tuo momento...

Stasera proviamo a tornare presto, domani dobbiamo alzarci presto. Ci proviamo, ma la cosa non ci riesce tanto bene...

Buonanotte.

Sabato 23 giugno 2007

  Alzataccia... Dobbiamo essere pronti alle 07.30 pronti e svegli allo stage 8. Arriviamo puntualissimi, fa ancora un po' frescolino ma è piacevole. Nel primo esercizio si parte guardando il pubblico e tenendo in mano pistole di plastica che, dopo due giorni sono un pò malconce, al beep ci si gira, si poggiano quelle e si prendono le nostre poggiate su una botte. Quando tocca a me prendo in giro il mio RO, Alchimista, chiedendo "sono pistole Pietta, quasi tutti ridono. Anche qui c'è il piattello che vola, il pompa si inceppa (preludio di un disastro) e addio buon risultato.

Lo stage 5 miete molte vittime (almeno questo io l' ho fatto giusto) quando si tratta di ribaltare un tavolo dopo aver sparato coi revolver. Per il resto esercizio tranquillo.

Il numero 6 ha un avvoltoio appeso che si avvicina quando noi facciamo scattare un meccanismo prendendo il nostro leva da una rastrelliera. Non è difficile come sembra, infatti mi riesce bene, anche se il mio rifle spara più veloce di quanto io riesca a pensare e ogni tanto la miss scappa.Sembra tutto normale, ma la profezia del biscotto cinese di due sere prima si avvera: il pompa finisce di sfasciarsi e mi lascia in compagnia di quattro miss e una ventina di secondi persi per disincastralo. La lotta intestina tra le donne italiane è stata ormai vinta da Virginia, cedo le armi, non c'è più speranza di recupero. Vabbé, mi rifarò il prossimo anno.

Alcuni dei nostri (quelli che hanno preso la gara seriamente) sbagliano una procedura coi revolver che a mio avviso è facile. Secondo me hanno sbagliato l' approccio alla gara, batterli è impossibile, quest' anno dobbiamo solo imparare e lo possiamo fare anche ridendo.

In mezzo a noi arriva anche un ragazzo nuovo, non so chi sia, credo debba recuperare stages. E' strano, molto serio e taciturno, ma, come definirebbe la mia collega di spari ed esperta del settore: bellezze giovanili maschili, Virginia West "niente male" Spara per ultimo e ci lascia tutti senza fiato: non è veloce, di più...

E "dulcis in fundo" sposorizzato dalla F.A.P. F.lli Pietta (chi sa chi sono costoro?) l' esercizio 7. Mi dispiace tantissimo che stia per finire, avrei continuato la gara per altri dieci giorni!

Si parte tenendo una pistola (sempre di plastica) nella bocca di un povero manichino. Ci tocca usare quello lungo di Ale (lo shotgun; sempre a pensar male voi!) Il mio RO è il ragazzo arrivato per ultimo, evidentemente ha molta fretta perchè non mi dà neache il tempo di dire la frase che già mi da lo "Stand by". Come dicevo prima, concludendo in bellezza, faccio uno stage clean... Ma vieni!

Tex ci chiama tutti vicino, fa i complimenti a me e Virginia per aver sorriso per tutta la gara nonostante le varie sfighe e poi ci firma una sua figurina: è una sua tradizione che noi accettiamo volentieri. Il nostro presidente Martex lo ripaga con una medaglia dell' OWSS, bravo.

"Ci resta ancora un' esercizio" ci dice poi il nostro Leader posse, "seguitemi". Arriviamo oltre l' ultimo stage, c'è tanta gente. non sappiamo perché. Bisogna fare il Team Match, l' esercizio più spettacolare di tutti. Ci viene spiegato che tutta la posse si deve schierare su un' unica linea e, contemporaneamente, abbattere una serie di piccoli pepper neri. Si può scegliere di utilizzare il leva o i revolver e se qualcosa dovesse restare in piedi, tranne alcuni omini bianchi seminati in mezzo agli altri, si può imbracciare lo shotgun. Si hanno 20 secondi a disposizione e la partenza è data da una tromba da stadio. Ricordate la frase "al mio via scatenate l' inferno"? L'effetto è quello. Pensate a 21 persone che sparano a qualsiasi cosa davanti a loro, bianchi o neri che siano.

L' esercizio più bello di tutti, che ti scarica tutto lo stress accumulato e dal quale ne esci con un sorriso che ti attraversa tutto il viso... bisogna rifarlo agli europei.

Un fotografo ci mette in posa per scattare la foto di posse e poi siamo liberi. La nostra gara è ufficialmente finita. Per fortuna abbiamo finito presto, così possiamo prepararci per la serata, c'è il  "best dressed costume contest" e visto che siamo qui, perchè non fare anche questo. Parcheggiamo in fretta le armi, domani le sistemeremo, riconsegniamo i gun-cart e corriamo ad iscriverci, siamo appena in tempo, entriamo nell' ufficio SASS, ma c'è un problema: come in tutti i concorsi in America non basta la bellezza, bisogna presentarsi, parlare per almeno un minuto... E io come faccio, il mio inglese ha seri problemi di anoressia... Ci pensa Sue a risolverlo " Ale, tu ti prendi Jeky, così la aiuti con la lingua! " "Avvisa Bandito prima di dire certe cose, e inoltre la lingua so da sola dove metterla!" e giù tutti a ridere, tranne l' impiegata che ci guarda strano. Alle 17.00 c'è il concorso, alle 20.00 la sfilata dei costumi, ormai abbiamo deciso, Alchimista sarà il mio accompagnatore e madre e figlia faranno coppia. Pranziamo al supermercato, si, avete capito bene, all' interno del supermercato e rientriamo in albergo, è presto e abbiamo il tempo per rilassarci un pochino. Alle quattro siamo già sul piede di guerra, coi vestiti che, senza volerlo, hanno i colori dell' Italia, anche Bandito e Alchimista sono tirati a lucido. Ci viene dato un numero (noi abbiamo il 72 le nostre "avversarie" italiane il 44), con quello ci mettiamo in coda per aspettare il nostro turno. Si, ma cosa gli diciamo a quelli? Ormai tocca a noi! Dobbiamo inventarci qualcosa e alla svelta. Non so a chi sia venuta l' idea, ma è stata quella vincente. Facendo molta fatica  per non ridere saliamo sul palco, davanti a noi la giuria e il saloon pieno. Ale è bravissimo, da premio oscar. "siamo fratello e sorella, arriviamo dal sud dell' Italia; nostro Padre, Don Vito Corleone, mi ha mandato qui per trovare un marito adatto a mia sorella e poter allargare la famiglia" poi mi da la parola ed io, con un accento non molto del sud, ripeto più o meno quello che ha detto lui, a metà però mio fratello mi ferma ed io, muta, abbasso la testa in segno di sottomissione. Uno dei giudici fa un' offerta per la mia mano, Alchimista rilancia e alla fine si accordano per 5 pony, foto per i posteri e finalmente si scende da quel "patibolo". Dopo di noi tocca a Virginia e la madre, raccontano di essere sorelle mandate a lavorare (in fondo si avvicina molto alla verità), sono bellissime, mi sa che anche stavolta mi batte, mannaggia...

Finiti i doveri ci dedichiamo ai piaceri, in attesa del verdetto finale. In un' area chiusa da cordoni i concorrenti del Mounted festeggiano a base di margaridas; ne viene offerto un bicchiere anche a noi e Pio (ormai è lanciatissimo) scavalca e va a prendersene un' altro bicchiere. Anche due ragazzi (scopriremo domani che uno è il vincitore assoluto) un pochino alticci seguono l' esempio di Tuco e si servono. Ormai è fatta, scavalchiamo anche noi e ci uniamo alla festa. Alcune persone si agitano convulsamente al ritmo di allegra musica messicana, credo stiano ballando, ci uniamo a loro fino a quando non restiamo senza fiato, non ci serve molto tempo, che fatica, ma che ridere.

Dopo un po' arrivano anche gli altri, anche loro tirati come elastici, in tempo per vederci sfilare.

Non vi dico le nostre facce nel sentire annunciare i nostri nomi, al microfono. Giro d' onore e fotografie di rito con la targa ricevuta per aver vinto il terzo premio. Io e il mio nuovo fratellino siamo stati bravissimi, torniamo al tavolo e mostriamo a tutti il nostro premio, se fossimo pavoni ora avremmo la coda che gira a mulinello, siamo gasatissimi.

La serata continua tra le danze, il nostro Alchimista si destreggia sia con me che con Virginia, mentre lascia a Tex l' onore di danzare con la nostra Flyng Sue. Finito il galà ci spostiamo al saloon dove la festa continua, musica, gente e soprattutto alcolici (la caccia alla donna continua, tranquilli), devo dire che sono davvero rari qui. non che io sia alcolista, ma una birra in questo caldo deserto è quello che ci vuole. Susanna vorrebbe andare a dormire, domani mattina deve lavorare (in fondo è qui per questo), Bandito e Tuco si offrono di accompagnarla, ma alcuni clienti Chiappa stanno rientrando al nostro stesso albergo e le danno un passaggio. Nel frattempo io, coi miei compagni di merende Alchimista e Virginia ci lasciamo tentare dal gioco. E' una specie di roulette, ma all' antica. Si punta mettendo le fiches su un tavolo con le stesse figure delle carte e il croupier girando una alla volta le carte di un mazzo, stabilisce chi ha vinto. Facciamo un po' di confusione perché puntiamo contemporaneamente due o tre volte per uno, quindi stabiliamo che, al diavolo il valore, ci dividiamo le fiches per colore. Fortunatamente le abbiamo avute gratis sennò avremmo perso un capitale. Alla fine perdiamo tutto, complice anche la carogna (Bandito) che volteggia intorno a noi portando rogna.

Usciamo a prendere aria. Uno dei nostri amici, quello che ironicamente chiama Bandito  "il Padrino", ha un roop, è come lo volevo io e gli chiedo dove l' ha preso: in tanti giorni non ho mai trovato quello che cercavo e lui cosa fa? Mi vende il suo.Provo e riesco a prendere un bidone, e poi il nostro amico. Non sono così schiappa infondo.

E' ormai l' una di notte quando rientriamo, tutti dormono in albergo, ma questo non ferma i soliti Gianni e Pinotto (Alchimista e Bandito) dal giocare al tiro alla fune col mio roop nel lunghissimo corridoio dell' Holiday Inn. Scoppia un' irrefrenabile attacco di ridolite, non riusciamo proprio a resistere, tanto che Virginia, incastrata tra bustino, sottogonne e cerchi del suo abito vittoriano, rischia di non arrivare in bagno in tempo...

Ha ha ha ha... hi hi hi hi... buonanotte.

Domenica 24 giugno 2007

  Oggi ultimo giorno. Arriviamo al campo e facciamo alcune foto alla nostra mitica Panda, come potremmo non tenerla nei nostri ricordi, ormai fa parte integrante del gruppo, ci mancherà.

Stamattina ci sono gli shoot-off, proviamo ad avvicinarci ma c'è troppa gente e non si vede granché, così cominciamo a girare per gli stand, gli stessi che abbiamo visto per tutti questi giorni, ma oggi hanno un aspetto diverso, come se volessimo riempirci gli occhi di tutto questo mondo per portarne un pezzo con noi.

Oggi ci concediamo il cosciotto di tacchino a pranzo, servito così com'è, con l' osso avvolto in un tovagliolo e basta. Sue ci dice che possiamo andare a mangiare in pace nella sala vip, "Sala Vip?????? Alchi, com' è che noi siamo qua da una vita e non ne sappiamo niente?" "Ah si, io lo sapevo che c' era, ma non sapevo dove." risponde lui serafico. Un tendone praticamente vuoto, con caffè bibite e stuzzichini gratis e lui non ce l' ha mai detto? un vero amico!.

Nel primo pomeriggio ci sono le premiazioni, non facciamo più in tempo ad andare a cambiarci, non importa, ora non siamo più bellissimi, siamo splendidi. Raggianti per l' avventura che abbiamo vissuto finora. gli altri invece fanno in tempo e ci raggiungono al tavolo che Tex ci aveva già prenotato. Siamo di fianco al palco, molto vicini, anzi troppo alla macchina per il fumo, ci sono anche Arizona Tom e consorte con noi.

Cominciano le premiazioni, a sorpresa ovviamente, le classifiche non le conosce ancora nessuno.

Quando viene premiato Lassiter si alza un' ovazione dalla nostra metà del tavolo, è solo terzo, ma noi siamo fans accaniti e per noi ha comunque vinto lui; due giorni fa il nostro buon Alchimista l' ha invitato ufficialmente in Italia per dei corsi, dimostrazioni e, un pochino anche per fargli vedere la nostra bella Italia (è troppo il migliore il mio fratellino!), lui ha risposto che per gli europei non era sicuro, ma non importa, se venisse a dicembre lo lascerei sparare nel salotto di casa mia.

Ci sono tantissime categorie, tanti premiati, tutti sorridenti e in fila per le foto, uno con maglietta e cappellino da baseball non può farle, tutto deve essere perfetto.

Il vincitore è il ragazzino che abbiamo conosciuto ieri sera e ha pure fatto un match clean; e chi l' avrebbe mai detto, con quella faccia da sfigato!

Quando la cerimonia finisce, bisogna cominciare a pensare agli addii, che triste. Quando arriviamo allo stand Martex ci dice che le armi le hanno già impacchettate loro, a noi tocca la cerimonia dell' ammaina bandiera... Tutto è molto plateale, ormai ci comportiamo anche noi come gli americani.

Facciamo un giro e cerchiamo di salutare tutti, ci siamo fatti tantissimi amici, che ricorderemo per sempre, ma sicuramente qualcuno lo scavalchiamo, conosciamo praticamente tutti...

Il giro è lungo e gli abbracci tanti, ma ci fa bene, ci è passata la tristezza.

Torniamo in albergo e proviamo a mettere tutto dentro le valige, io e il mio consorte Bandito abbiamo avuto la brillante idea di fare la matrioska all' andata, quindi adesso abbiamo una valigia in più. Riesco a farci stare tutti i nostri acquisti, anche se a fatica, Sue invece, che è partita con la valigia piccola, ha bisogno di comprarne un' altra. Nessun problema, andiamo al supermarket e la prendiamo. Solo che, al supermarket la borsa non c'è... Siamo tutti insieme per andare a cena, che si fa?

Partiamo alla ricerca di un altro supermarket e finiamo al Wall-mart di Albuquerque, lei prende la sua valigia, noi prendiamo una borsa "da corsa", ci metteremo dei vestiti per fare spazio alla cappelliera di Sue in una nostra valigia. Per lei faremo questo ed altro. Visti i prezzi anche Martex decide di prenderne una più grande, quando arriviamo alla cassa Sue chiede alla cassiera un buon posto dove mangiare e lei, una signora di colore gentilissima e simpatica ci indica una steak-house non molto lontano. Pronti via, stiamo tutti morendo di fame. Il locale è molto carino, con due sale, ci fanno attendere un momento (fame) poi ci fanno accomodare. Ci siamo solo noi e la cameriera (girano scommesse sui suoi gusti sessuali) ci porta subito le liste. Ordiniamo tutti carne e da bere birra, è il primo locale che la serve in boccali, sarebbe un peccato sprecare l' occasione. Prima di servirci ci portano l' insalata (è tradizione credo) Dingus non la vuole, ma è inutile discutere con la cameriera, da quell' orecchio non ci sente. "Lasciala, la mangerò io" ma prima che finisca la frase qualcuno l' ha già presa. Poco male, ma Dingus, che ha tante qualità ma non ha certo l' arguzia di una volpe, non capisce una mia battuta e ne ordina un' altra. Questo fa, non so per quale motivo preciso, scattare una "ridolite" tremenda in metà tavolo. L' attacco continua per tutto il resto della cena, qualsiasi cosa viene detta ci fa ripartire, non vi dico poi quando Jack ci racconta le sue avventure con la polizia del luogo e il suicidio del suo navigatore nel bicchiere di acqua ghiacciata, raccontate da lui ci facevano morire. La serata è quasi perfetta,quasi perché una parte del nostro tavolo è sotto il tavolo che si contorce per le troppe risate, e una parte invece (non faccio nomi, ma quelli del suv) ha appena accennato, ma non ne sono sicura, un piccolo sorriso. Hanno continuato a parlare di armi, calibri, ricariche... Siete uomini soli a migliaia di Km da casa, ma perché non parlate di donne come tutti?

Noi comunque ci divertiamo lo stesso, peggio per loro! Per concludere in bellezza la serata ordino anche il dolce, non ne ho ancora mangiato uno, e mi arriva una cheese-cake da un chilo circa, a chi ha ordinato un margarita invece non va molto meglio, ne arriva un intero boccale da litro.

Quando saliamo sulla panda stiamo ancora ridendo, veramente una fine degna di tutto il viaggio!

Domani mattina dobbiamo alzarci presto, ma secondo voi andiamo a dormire... presto...?

Comunque, con le mascelle che ancora dolgono, buonanotte!

Lunedì 25 giugno 2007

  Dobbiamo essere all' aeroporto alle 09.00, ci accordiamo per partire alle 06.30, così facciamo tutto con calma. Virginia e Sue sono partite ancora più presto, la prima si farà un altro mese in un ranch di loro clienti, la seconda torna in Italia, ma con compagnie diverse (e in prima classe).

Un ultimo controllo alla stanza per non dimenticare niente e chiudiamo la 210 per l' ultima volta. Scendiamo e carichiamo le valige sulla panda. Siamo pronti, ma c'è un ultima cosa da fare: Alchimista deve lanciare lontano un proiettile per allontanare con esso la sfiga che si portava dietro. Tutto è compiuto, possiamo andare.

All' aeroporto ci dividiamo, noi andiamo direttamente al noleggio, Bill invece scarica gli altri e poi va a consegnare la macchina. Lasciamo la nostra panda nel parcheggio, ci viene la tentazione di dire ai ragazzi che la prendono in consegna "abbiatene cura". Riusciamo a resistere e ci allontaniamo lasciandola al suo destino. Siamo rimasti in quattro: io, Bandito, Tuco e Alchimista (i quattro della Panda selvaggia) saliamo sul bus che ci porta all' aeroporto dove incontriamo gli altri.

Stanno già facendo i check-in, ci mettiamo in fila e imbarchiamo subito i bagagli (rientro nel peso?Mi sembrava pesassero un quintale), ora dobbiamo solo aspettare. Facciamo l' ultima colazione americana e poi ci infiliamo nei negozi dell' aeroporto, più che altro per curiosare, i soldi sono finiti. quando però vedo un cappello di pelo rosa non resisto, lo devo regalare a Virginia, alla gara di Toppo le farò una sorpresa. Dopo un pò di tempo ci appropinquiamo verso la zona delle partenze. Dobbiamo passare il metal detector, bisogna togliere le scarpe, io mi sono rimessa (le ho lavate!) i calzini con le dita e corro scalza per mezzo aeroporto per mostrarle all' Alchimista che all' andata se le era perse: mi ha diseredato da sorella maggiore!!!

Partiamo in orario e arriviamo in orario. Ad Atlanta abbiamo pochissimo tempo, io Bandito e Alchi carichiamo gli altri e facciamo una corsa a prendere due panini, il cibo dell' aereo si può mangiare una sola volta, la seconda non ci caschi più.

Come all' andata, anche al ritorno siamo in ritardo, deve essere la passi di Atlanta. Il volo è tranquillo, al solito, musica, film, un libro e giochi. Alchimista è seduto in coda circondato da bellissime ragazze, ma dorme tutto il viaggio, mah. Bandito che si è fatto passare due delle pasticche (!?!) da Ale guarda un film e poi si addormenta. L' effetto di una dura circa tre ore gli aveva detto lo spilungone, lui ne prende due e dorme per 2 giorni, sempre gli amici...

  Martedi 26 giugno 2007

  A Milano arriviamo in ritardo e anche i bagagli arrivano in ritardo. Dingus scopre che la sua valigia è stata aperta, ma non sembra manchi niente, quella di JD invece arriva aperta "si, ma già non mi si chiudeva ieri sera" (???). Comunque va tutto liscio, non manca niente, salutiamo tutti sperando di poterli rivedere molto presto. Questo viaggio mi ha fatto scoprire persone come Tuco, Alchimista, Virginia, Flyng Sue e Dingus che sono davvero speciali e straordinarie (gli altri non me ne vogliano, ma non ho potuto, o voluto, scoprire chi c' era dietro le maschere che solitamente portano in Italia).

Quando ci troviamo nel caotico traffico milanese, solo allora, mi rendo conto che tutto è finito, che siamo di nuovo a casa.

Alla prossima Avventura Amici.

 

 
 
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